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Tag: germania

La democrazia e le decisioni politiche.

di Eugenio Baresi

Ieri mentre ci si attardava su di un improbabile ministro italiano alle prese con un magistrato, un ennesimo episodio dimostra come sia urgente ritornare ai principi di uno Stato democratico.

Anche in Europa.

La Corte Costituzionale tedesca stabiliva che entro tre mesi si deve accertare se vi è proporzionalità in un meccanismo di intervento economico della Banca Centrale Europea.

Ora di costituzionalisti per quanto ci riguarda in Italia ne abbiamo già troppi, quindi non ne cerchiamo per la Germania.

Ma la semplice logica impone di far osservare come le decisioni politiche restino da affidarsi alla politica.

Non può esistere Costituzione che valuta quanto sia necessario fare proporzionalmente.

Le valutazioni sono della politica.

Purtroppo la politica è debole ovunque e questo ci riporta in Italia.

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La Cancelliera… della DDR.

Non sono le vicende dell’Europa di oggi che guidano il giudizio, semmai ne sono conferma.

Non è stato certo affascinante “l’abbandono distratto”, ma cinicamente interessato, dell’ultimo grande politico tedesco, Helmut Kohl… che tra l’altro l’aveva incautamente promossa.
E forse questa sottolineatura può essere condizionata dalla simpatia di un giovane dc che ha avuto con lui una “piccola” conoscenza lontana quanto l’esser giovani.

Ma la nostra cancelliera era già stata abilissima a distinguersi il giorno dopo la caduta del muro.

Evidentemente essere stata segretaria dell’Agitprop comunista dell’Accademia delle Scienze della Repubblica democratica tedesca, quella comunista, ha avuto i suoi utili effetti nell’insegnare le tecniche adatte alla agitazione e propaganda.

Eccessivamente duro?

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L’Europa deve esserci.

I buoni principi per cui l’Unione europea nacque devono prepotentemente riemergere.

Non abbiamo più quei grandi politici che la immaginarono, la fondarono e la forgiarono per superare quelle distruzioni e quelle divisioni che la drammatica tragicità della II guerra mondiale avevano lasciato.

Con il tempo la forgiatura ha subito il logorio della fatica e l’abilità di quelli che avrebbero dovuto curarla essa pure è venuta meno.

Oggi si richiede che si rinnovi lo spirito unitario e collaborativo che la fece sorgere.

Serve che si utilizzino tutte le risorse.

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Turchia e scellerate scelte dell’Europa franco tedesca.

Nel 2004 a Roma, nella sala degli Orazi e dei Curiazi in Campidoglio, il Presidente Turco Tayyip Erdogan firma la Costituzione Europea.

Una cerimonia simbolicamente in quella stessa stanza dove nel 1957 si era firmato il trattato costitutivo della CEE, la Commissione Economica Europea, che dava il via alla prima unione dei sei Paesi fondatori.

I vari Paesi europei sottoscrivono, in ordine alfabetico secondo la denominazione del loro Paese, dal Belgio alla Turchia.

Quest’ultima non formalmente nell’Unione, ma in attesa di essere accolta.

Un evento che poteva cambiare davvero il futuro.

E simbolicamente, appunto in quella sontuosa stanza, il turco Erdogan firmava, per sottile volontà del destino, sotto la statua del Papa Innocenzo X: un pontefice romano ed un leader mussulmano.

Ma poi cosa è successo?

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ThyssenKrupp, 7 operai morti, il governo tedesco è nostro amico… amico di chi?

Da qualche anno la magistratura italiana ha sentenziato in maniera definitiva la condanna di due manager tedeschi della ThyssenKrupp per la morte di 7 operai a Torino.
La Germania si è ben guardata dal darne seguito.
È amica?

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