Non sono le vicende dell’Europa di oggi che guidano il giudizio, semmai ne sono conferma.
Non è stato certo affascinante “l’abbandono distratto”, ma cinicamente interessato, dell’ultimo grande politico tedesco, Helmut Kohl… che tra l’altro l’aveva incautamente promossa.
E forse questa sottolineatura può essere condizionata dalla simpatia di un giovane dc che ha avuto con lui una “piccola” conoscenza lontana quanto l’esser giovani.
Ma la nostra cancelliera era già stata abilissima a distinguersi il giorno dopo la caduta del muro.
Evidentemente essere stata segretaria dell’Agitprop comunista dell’Accademia delle Scienze della Repubblica democratica tedesca, quella comunista, ha avuto i suoi utili effetti nell’insegnare le tecniche adatte alla agitazione e propaganda.
Eccessivamente duro?
Semplicemente i fatti.
Ma quello che interessa è la valutazione politica del suo cancellierato ed anche su questo versante non è stato affascinante scoprire la logica di un disegno egemonico da “grande germania”.
Immediatamente esplicitato.
Per ottenerlo ha abbandonato quella solidale iniziativa politica che aveva concesso all’Europa di crescere insieme ed ha ha realizzato quel duopolio con la Francia che più agilmente consentiva di realizzare il suo disegno.
Helmuth Kohl aveva ottenuto l’unificazione tedesca con il sostegno di tutta l’Europa, garante della concordia e del comune interesse dei popoli, fossero al di qua o al di là della vecchia barriera di ferro.
E su questa linea sono stati tutti i grandi Cancellieri tedeschi, fossero democratico cristiani o socialisti.
In Italia da tempo la lettura dei fatti europei è sempre stata superficiale perché, con questi presunti nuovi che si rincorrono al governo da 30 anni, l’unico interesse è stato quello di accreditarsi personalmente per alcuni e di affrancarsi dal passato per altri.
Solo un Presidente del Consiglio ha tentano una composizione dell’Europa positiva e omogenea coinvolgendo la Russia che non può certo dirsi non europea.
Ma abbiamo già raccontato i motivi e le ragioni per cui fu cacciato da una operazione guarda caso di Germania e Francia favorita dai nostri democratici… si fa per dire.
La logica della Germania è stata esattamente quella che la vecchia DDR utilizzava nel doping sportivo per far vincere atleti e atlete manco fosse la nazione dei superdotati.
Dispiace che questo doping economico sia stato consentito con più gravità e con colpa perché, se quello sportivo era quantomeno dissimulato, questo si è appunto sviluppato grazie all’insipienza di chi non ha inteso i meccanismi perversi che con indubbia abilità sono stati proposti e approvati.
Uscire dall’Europa?
Più opportuno sarebbe restarci e “rientrare” con dignità e fermezza.
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