La sconfitta del comunismo, ma solo di quello europeo, può essere una festa… ma tutto quello che è accaduto dopo non è così positivo.
Nessuna nostalgia, ma l’occasione di una pacificazione e di un progresso sono stati buttati e con essi tante speranze e tanti diritti.

Il sogno di una Europa collaborativa ed unita, su cui si erano impegnati i fondatori, e su cui si erano impegnate le due grandi famiglie europee dei democristiani e dei socialisti, senza dimenticare i liberali, è andato perso, si è vanificato nell’interesse di alcuni e nella incapacità di altri.
Oggi l’Europa è senz’anima, guidata da una logica burocratica, dalla faziosità di chi opera solo per difendere la propria parte.
Dire questo per gli europeisti dell’oggi è essere antieuropeisti.
Dovrebbe essere invece stimolo a confrontarsi sui fatti e non sulle convenienze.
Ma da noi i fatti non interessano.
C’è un tema vero che invece andrebbe posto all’attenzione: la mancanza di una “nemico prossimo” ha portato a privilegiare il governo di arroganti in alcuni paesi… e noi ci siamo trovati gli inetti.
Il nostro Paese, pur nella fermezza delle alleanze, aveva dimostrato e dimostrava indipendenza e sagacia nell’intrattenere rapporti con un mondo difficile guardando con libertà a sud ed a oriente.
Inaccettabile, in Europa e oltreoceano, per chi aveva la pretesa di riaffermare il ruolo di vincitore sancito dall’ultimo conflitto mondiale e che mal aveva dovuto sopportare tanta indipendenza.
Finalmente poteva liberamente agire.
E fastidioso lo era anche per la Germania, che ormai unita, poteva sviluppare tutto il suo potenziale senza dover fare ulteriori ammende.
Ecco quindi l’aggressione al nostro Paese, distruggendo capacità politiche e dirigenziali.
Eravamo protagonisti nel dialogo fra i blocchi, eravamo protagonisti nel dialogo con il mondo arabo, eravamo protagonisti nella gestione delle risorse energetiche, eravamo la quarta potenza economica mondiale.
Eravamo.
Senza troppo annoiare c’è una ennesima conseguenza grave che vale evidenziare e che vale per tutti i popoli.
Con la caduta del muro ci si è trovati, per alcuni, nell’interesse di cancellare tutele e protezioni sociali ed economiche, sono così emersi gli interessi dei singoli stati, come già detto, ma più drammaticamente gli interessi di singoli gruppi economici.
Questo ha portato alla perdita di tutele per chi, più debole, di tutele ne avrebbe bisogno.
Il problema è stato che sono diventati tutti falsi e finti liberali, ma non essendo liberali, hanno maneggiato in maniera pessima gli ottimi principi trasformandoli in catastrofiche azioni.