Ormai da tanti anni la giustizia viene utilizzata per modificare le vicende politiche del nostro Paese.
Non è una opinione, ma una semplice osservazione oggettiva.
Ed il fatto grave è proprio quello di pretendere il contrario per convenienza o per spirito di appartenenza.
La convenienza è di chi stranamente sembra sempre essere immune, ai piani alti, alle cure delle indagini permanenti.
Lo spirito di appartenenza è nel pretendere la propria verità, come fosse una verità rivelata, dimenticando che i dubbi crescono e nascono dai comportamenti non sempre limpidi, ed inoltre, dalla presunzione nel pretendere assolutamente illegittimi i medesimi dubbi.
Il Presidente della Repubblica ha espresso chiaramente, come sempre, come dovrebbero essere le cose: “La toga non è un abito di scena, non si tratta di un simbolo ridondante. Viene indossata per manifestare il significato di rivestire il magistrato che deve dismettere i propri panni personali ed esprimere, così appieno, la garanzia di imparzialità”.
Peccato che una affermazione tanto bella resti affermazione.
La lunga premessa per introdurre l’osservazione sulla polemica recente fra le Camere Penali e il magistrato Camillo Davigo.
Certo il magistrato può esprimere tutte le opinioni che vuole, sarebbe bello rispettando quel dovere di apparire indipendente e non solo di esserlo, ma oggettivamente accusare l’avvocatura di ostacolo alla giustizia e quasi di complicità con il crimine pare troppo.
D’altro canto la convinzione che comunque, uno benché assolto possa non essere considerato innocente, è un’altra perla nelle considerazioni per le quali le convinzioni del magistrato siano molto prossime a considerare tutti colpevoli a prescindere.
Sarebbe utile che nella categoria dei colpevoli, a questo punto, considerasse anche la sua categoria.
Quando un magistrato ha perseguito per anni una parte politica e poi si candida o riceve incarichi dalla parte avversa crediamo sia legittimo considerarne dubbia l’indipendenza e l’imparzialità.
E se mancano le due necessarie caratteristiche manca anche la correttezza del giudizio.
Allora ricordarsi la bella affermazione del Presidente della Repubblica sarebbe utile per tutti.
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