Un ragazzo poco più che ventenne è stato sconfitto da un male ancora temibile.
Una triste storia la conclusione.
Quel ragazzo per la sua forza aveva stupito, prima solo chi lo ha conosciuto, poi è divenuto esempio di cosa significhi solidarietà concreta con l’impegno dei sui datori di lavoro.
L’INPS dopo 180 giorni non fornisce più lo stipendio, anche se si è ammalati oncologici.
Forse chi afferma ogni giorno “prima gli italiani” o “nessun italiano deve restare indietro” avrebbe fatto bene o farebbe bene ad applicare nella propria azione quei concetti nel realismo della quotidiana vita.
Un governo attento a quelle che sono le emergenze vere di tanti cittadini affronta le modifiche legislative che si rendono necessarie con il mutare dei tempi e delle situazioni.
Oggi le cure oncologiche riescono a far sopravvivere, magari senza la possibilità di recuperare la capacità lavorativa, con tempi che una “vecchia” normativa nemmeno prevedeva potessero avverarsi.
Una semplicissima modifica legislativa con un solo articolo di legge sarebbe sufficiente.
Invece l’impegno è stato nel buttare miliardi di euro per mantenere nullafacenti e quasi altrettanti per consentire la pensione qualche anno prima, soprattutto a pubblici dipendenti.
Se un poco di quei miliardi fosse stato dirottato per consentire che lavoratori alle prese con battaglie dure per la sopravvivenza non fossero lasciati soli sarebbe stato più utile e più saggiamente concreto.
Concreto e opposto al comportamento di chi al governo pretende di enunciare attenzione per i bisogni dei cittadini, ma non ha alcuna capacità di comprendere cosa fare!
Il bello della storia è nei datori di lavoro del ragazzo, che non fanno politica ma fanno gli imprenditori e che hanno supplito con le risorse dell’azienda alla mancanza di sostegno dello Stato.
17 Febbraio 2020 at 08:52
Il dramma é quando le aziende sono prive di risorse e non possono fare le veci dello stato.