Può sembrare inopportuno non concentrarsi sui problemi dell’oggi, ma una organizzazione politica e statale ha al suo interno compiti diversi e doveri diversi.

Il Governo deve fronteggiare con i provvedimenti più opportuni l’emergenza non facile da gestire vista l’impreparazione perché affronta una insidia infida e quindi non solo addebitabile alla sua modestia.

Il Parlamento, dopo aver fornito gli strumenti di legge per utilizzare quante più risorse possibili, dovrebbe dedicarsi nel confronto con i problemi che caratterizzeranno il dopo.

Abbiamo già parlato di quelle che dovrebbero essere le priorità negli investimenti.

Altro determinante e decisivo problema che ci attende è quello di una forte collocazione internazionale.

È fuor di dubbio che l’attuale chiusura dei nostri confini abbia anche bloccato le iniziative nei settori che più ci interessano… e i nostri concorrenti non si sono fatti sfuggire l’occasione.

Si tratta allora di predisporci a misure forti e ovviamente utili al nostro Paese.

È bene ricordare che l’Italia, è uno dei Paesi con il maggior numero di militari “in giro” per il mondo in missioni ONU o Nato.

Che questo sacrificio sia non proporzionale al ruolo che dobbiamo pretendere di svolgere è altrettanto evidente.

Da anni abbiamo in Libano una consistente forza di interposizione. In Iraq abbiamo una forza inferiore solo a quella statunitense. Così in Afghanistan. Presso l’Autorità palestinese abbiamo militari per coordinare azioni di polizia. In Libia, unici, abbiamo presenza diplomatica e militare.

È mai possibile che quando si parla di problemi in Medio oriente si debba essere sempre tenuti ai margini?

Lasciamo perdere i nostri contingenti in Kosovo, Bosnia, Albania e Cipro.

Ed ancora in Lettonia.

E ancora in Africa, in vari Paesi, più di 1550 uomini.

Insomma abbiamo quasi 8000 militari schierati all’estero.

Allora ripensare una posizione che non può essere solo per far piacere ad altri ma deve essere per far piacere a noi è chiedere troppo?

In questi giorni in cui il nostro presunto ministro degli esteri polemizza, con qualche altrettanto superfluo politico locale, Francia e Germania stanno operando alacremente in Libia…

In cauda venenum…

Almeno gli attuali inutili deputati potrebbero rinunciare alle migliaia di euro che ogni mese percepiscono per le trasferte in Parlamento, non parliamo dell’indennità ed altro, visto che stanno a casa e nemmeno pensano.

Ci sono tante raccolte fondi per soccorrere gli ospedali in emergenza a cui normali cittadini stanno donando cifre ingenti.