Che il Presidente della Repubblica abbia con insolita prontezza e altrettanto insolita durezza risposto alle improvvide parole della Presidente della Banca centrale Europea è cosa buona.
Certo agire anche prima non sarebbe stato disdicevole.
Poi preoccupa ci siano state dolci e suadenti correzioni anche da parte dei vertici della Commissione Europea.
Il dolcetto solitamente si da o per invogliare a comportarsi bene o perché ci si è comportati sempre bene.
E questo non ci tranquillizza.
Ma andiamo con ordine.
È la prima volta, negli ultimi anni, che un Capo dello Stato italiano rimprovera e contrasta, con forza, affermazioni che ci portano danno.
Infatti se andiamo a ritroso quante volte i nostri amici europei sono intervenuti con affermazioni dannose per il nostro Paese?
Basta ritornare “indietro” di un anno per vedere i continui atteggiamenti contrari alle indicazioni del nostro governo giallo verde, che non piaceva neppure a chi scrive, ma che avrebbe dovuto comunque avere tutela.
Se ci allontaniamo di una decina di anni come non ricordare le intemerate contro l’ultimo governo che i cittadini consapevolmente hanno votato, quello di Berlusconi?
Nel mezzo, ammonimenti, suggerimenti e quant’altro, magari come belle mele, ma il cui contenuto, accettato da chi godeva del piacere di governare, è stato disastroso per tutti noi cittadini italiani.
Allora bravo Presidente, ma di danni come cittadini ne abbiamo subiti già a sufficienza per fare in modo che i governi italiani fossero come volevano gli altri.
E qui sorge la preoccupazione.
Subito in Europa si sono affrettati a dire che non era vero.
Non si capisce perché se uno sbaglia una virgola in una dichiarazione viene assalito e questi sbagliano e… tutto va liscio.
L’errore può essere per incompetenza o per volontà.
Se per incompetenza chi lo commette andrebbe sostituito, come capita a chiunque nella vita dei comuni cittadini.
Il dubbio è che sia stato per volontà.
Ed allora appunto le retromarce e le assicurazioni potrebbero essere una cortina fumogena per apprestarsi ad azzannare la preda.
A noi una bellissima mela avvelenata a loro il malloppo.
Non vorremmo che, per esempio passata la buriana, ci si ritrovasse con il famoso e dimenticato MES.
Insomma ci si ritrovasse espropriati.
Non vorremmo essere profeti di sventura…
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