Che questo maledetto virus sia nato in Cina è un dato di fatto.

Che le autorità cinesi lo abbiano lasciato “libero”, nascondendolo fino a che non è divenuta evidente la sua pericolosità e la gravità delle conseguenze, è altrettanto un dato di fatto.

E quest’ultima non è solo una responsabilità, ma è più gravemente una colpa.

Ora detto ciò mi guarderei bene dal ringraziare con così tanto afflato i cinesi perché ci mandano del materiale sanitario e qualche medico.

La riconoscenza è un dovere, ma in fondo il loro aiuto ricambia quello che noi abbiamo fatto quando Wuhan è stata aggredita dal virus.

Ed a proposito di riconoscenza ci sono poi russi, cubani e statunitensi.

I russi con una copertura mediatica notevolissima hanno sfilato da Roma a Bergamo con i mezzi militari inviati.

Doverosamente da ringraziare anche perché il buon Putin con noi ha avuto un rapporto di fiducia.

Forse varrebbe la pena ricordare come a Pratica di Mare, nel 2002, firmo con l’allora Presidente Americano un trattato che cancellava divisioni e cose peggiori.

Purtroppo venne mandato alle ortiche perché il protagonista di quell’intesa era un italiano e la cosa non poteva essere gradevole per le cancellerie europee “amiche”.

Ma ne abbiamo già parlato ed esula dal tema.

Poi sono arrivati dei medici e degli infermieri cubani esperti di interventi in campo infettivo.

Ed a loro certo va la gratitudine.

Anche qui grande informazione con addirittura una bella fotografia di Fidel Castro.

E grande gioia e spirito di appartenenza dei pochi comunisti nostrani rimasti.

Spirito che è rimasto nell’informazione, quella vocazione a rappresentare i buoni solo da una parte.

Dire curioso questo modo di informare non è forse corretto.

Dei cinesi si è detto e ancor prima si era scritto di come il loro regime dittatoriale e comunista abbia solo fatto danni ai nostri lavoratori beneficiando gli speculatori.

Dei Russi pare evidente che il buon Putin, fino a ieri, sia stato descritto dalla nostra stampa più come pericoloso gerarca che come lungimirante compagno.

Solo che oggi è più comodo assimilarlo alla storia precedente e sovietica.

Dei cubani, nulla da dire, se non forse, se si passa una battuta, che anche loro hanno un qualche interesse a conservare in salute una popolazione che con grande piacere affolla le loro spiagge…

La nostra informazione è ancora intrisa dal vecchio pseudo progressismo, quello spirito antiamericano che mai riesce ad abbandonarli.

Figuriamoci con Trump presidente.

Infatti silenziosamente e senza clamore gli statunitensi ci hanno inviato un ospedale da campo, un sistema mobile di stabilizzazione per 40 persone, una marea di materiale sanitario e addirittura un milione di euro di insulina.

Loro non sono un regime e non hanno bisogno di propaganda di regime.

Detto ciò ringraziamo doverosamente tutti.