di Eugenio Baresi

Ieri si sottolineava come molte delle proposte contenute nel piano predisposto dagli esperti guidati da Colao contenesse molte cose per cui ci si era battuti.

Semplice buonsenso che la conoscenza del mondo del lavoro porta a suggerire.

Appare ovvio che al governo non piaccia.

Tutta gente che o non ha mai lavorato o ha lavorato solo per mantenersi aggrappata al posto.

Resta da capire perché da tre mesi ci hanno rotto con la parola dei tecnici e poi quando arrivano proposte queste vengono derubricate a semplici contributi.

In verità adesso non si capisce più nemmeno chi li abbia nominati, con quale fine e soprattutto chi li abbia voluti.

La critica al fatto che si necessitasse di esperti per predisporre programmi e proposte è, ed era, determinata dal fatto che la politica, i suoi rappresentanti, i parlamentari hanno il compito di elaborare idee e progetti sentendo e valutando quanto nel Paese viene proposto dalle associazioni, dalle organizzazioni del lavoro, dalla partecipazione dei cittadini.

Da concretizzarsi poi in proposte di Legge

Il Governo ha il compito di valutare scegliere e decidere agendo per realizzare.

Invero il Governo ha anche il compito di proporre idee e progetti, per questo sono previsti i disegni di legge.

Nel caso di urgenza il Governo ha poi a disposizione i decreti legge che, da approvarsi dal Parlamento in 40 giorni, hanno una loro via “privilegiata”.

Tutto questo non è una elencazione di regole formali, ma è sostanza di una democrazia responsabilmente capace e rispettosa.

Una democrazia Parlamentare.

Ma questa gente che occupa inopinatamente posti che non dovrebbe occupare, parliamo di competenza e capacità, nemmeno si rende conto dei normali principi che regolano qualsiasi amministrazione di qualsiasi Paese.

Allora devono continuamente lanciare la palla in avanti, prima inventano cose irrealistiche, poi inventano i tecnici, adesso palesando assemblee senza logica e senza senso.

Non compete al governo fare convegni, compete al governo decidere ed agire.

Ma il fatto è che continuando a lanciare la palla in avanti accade che il campo finisca e la palla esca.

Il problema è che in quella palla ci siamo noi cittadini e così va a finire che saremo tutti buttati fuori dal campo nel quale si decide il nostro vivere.