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Il pericolo dell’imbecillità.

di Eugenio Baresi

L’imbecillità non è mai nella gente comune.

La gente comune è strumentalmente coinvolta informandola male e istigandola ancor peggio.

L’imbecillità risiede in chi ha il potere di attuare l’informazione e l’istigazione.

Ne è la prova quanto sta avvenendo in conseguenza dell’uccisione di George Floyd.

Che l’omicidio sia da condannare è ovvio, che il poliziotto che lo ha ucciso sia un delinquente lo abbiamo già ripetutamente affermato, che il razzismo sia un male cattivo è da urlare.

È però da denunciare come insopportabile la strumentalizzazione che è stata attuata soprattutto da politici indecorosi, fomentatori di disordini e approfittatori di furti.

George Floyd non era uno stinco di santo.

In compenso David Dorne di cui nessuno parla era una brava persona.

Entrambi uccisi, entrambi afroamericani… ma uno utile e l’altro inutile… ai disonesti.

Nessuno conosce David Dorne, solo i pochi che leggono queste pagine ne hanno avuto notizia… pochi rispetto al mondo.

Ora David è stato ucciso da quelli che protestavano perché Floyd era stato ucciso.

David stava svolgendo un lavoro, benché a 77 anni e per sostenere la sua numerosa famiglia, Floyd stava compiendo cose da non compiere.

Non giudichiamo.

Solo alcuni politici, che sono sempre i soliti dediti ad imbrogliare i fatti, hanno messo in scena una campagna di odio che è pari all’odio razzista.

Ai politicamente corretti tali parole non piacciono, ma quando mai riescono a distinguere la logica dalla fazione?

Solo che immaginare di continuamente istigare porta inevitabilmente alla rovina della gente comune.

Hitler non era forse così? Non ha utilizzato gli stessi metodi per caricare comunque di odio verso qualcuno?

Anche oggi viviamo problemi economici e sociali non indifferenti e, soprattutto grazie agli insegnamenti che abbiamo da quanto è avvenuto, e nemmeno troppo tanto tempo fa, dovremmo essere attenti a comportarci con la fermezza saggia nel rifiutare qualsiasi forma di odio, nel non istigarlo, nel non darne la benché minima giustificazione.

Sempre e comunque.

Leggere che la presidente della camera statunitense immagina di trasferire dal congresso le statue dei confederati, che vi stanno da 150 anni, pare proprio da anziana stizzosa… capita ai fortunati di diventare vecchi e purtroppo con tale evento capita anche di incorrere in danni collaterali.

Se poi uniti alla consueta esibizione della propria fazione… non è un bene in certi ruoli.

Le persone più impressionabili, che non hanno responsabilità di essere esemplari, ma solo il danno di essere istigate malamente, poi emulano sempre in peggio.

Ed è quello che sta succedendo.

1 Comment

  1. Silvio Righini

    12 Giugno 2020 at 12:52

    Purtroppo le reazioni sono spesso sproporzionate agli eventi che le provocano. Il famigerato metoo ne è un triste esempio. Come si suol dire: che semina vento raccoglie tempesta. L’America ha un problema, questo è certo, e non va minimizzato. È vero che c’è chi strumentalizza l’uccisione di Floyd, ma trovo irresponsabile e idiota la reazione ancora più “tempestosa” di Trump. Non ne vedo cenno, anche se so che non la ignori e non la sottovaluti.

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