Oggi si ricorda quanto subirono gli italiani delle terre istriane, fiumane e dalmate cacciati dai loro famigliari luoghi storici di esistenza, umiliati e accusati dagli italiani che non devono mai chiedere perdono dei loro crimini: i comunisti.

Affermazione volutamente ultimativa per ricordare agli odierni possessori della patente della democrazia quanto sia disgustosa e falsa questa loro convinzione.

I treni con quei poveri esuli trovarono nella stazione di Bologna gli antenati di quelli di oggi che li accusavano di essere fascisti e quant’altro offensivo si potesse dire.

Erano solo vittime del comunismo… e magari giustamente anticomunisti.

Ma ovviamente anche nel riconoscere i fatti non furono così tutti i comunisti.

Valgono le parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano manifestando con coraggio “esplicita una domanda che magari serpeggia: ma non abbiamo ormai detto tutto su vicende di 70 anni fa? Ha senso ritornarci sopra ad ogni ricorrenza del Giorno del Ricordo? Ebbene, sì, ha senso, dobbiamo rispondere. Ha senso per essere vicini a chi visse quella tragedia e ne può dare ancora testimonianza, per essere vicini ai loro figli e ai loro nipoti. Riconciliazione non significa rinuncia alla memoria e alla solidarietà. E ha senso perché quanto più i giovani, i ragazzi di oggi, si compenetrano con ogni passaggio importante, con ogni squarcio doloroso della nostra storia di italiani – e penso anche alle prossime celebrazioni della prima guerra mondiale – tanto più potrà rinsaldarsi la nostra coesione nazionale e insieme con essa rafforzarsi la nostra voce in Europa”.

Ed ancora: “Non dobbiamo tacere, dobbiamo assumerci la responsabilità dell’aver negato, per pregiudiziali ideologiche e cecità politica, e dell’aver rimosso per calcoli diplomatici”

Parole sagge che purtroppo restano parole lanciate nel vuoto per chi continua anche oggi a dipingere i suoi avversari come pericolosi dimenticandosi che il pericolo sta nei loro comportamenti divisivi e figli dell’arroganza del proprio personale credersi nella verità.

Esattamente quello che le dittature del secolo scorso nello stesso modo hanno manifestato.

Il Nazismo era male a prescindere, il comunismo è stato il male nella sua applicazione.