I buoni principi per cui l’Unione europea nacque devono prepotentemente riemergere.

Non abbiamo più quei grandi politici che la immaginarono, la fondarono e la forgiarono per superare quelle distruzioni e quelle divisioni che la drammatica tragicità della II guerra mondiale avevano lasciato.

Con il tempo la forgiatura ha subito il logorio della fatica e l’abilità di quelli che avrebbero dovuto curarla essa pure è venuta meno.

Oggi si richiede che si rinnovi lo spirito unitario e collaborativo che la fece sorgere.

Serve che si utilizzino tutte le risorse.

Bene ha fatto il nostro Presidente del Consiglio a chiedere che i soldi del fondo salva stati vengano stanziati immediatamente per lanciare gli Eurobond, senza che i meccanismi di controllo previsti ne inficino la validità.

Insomma siano la garanzia per investimenti e spese produttive che oggi come non mai sono necessari per tutti.

È insopportabile che si perda tempo perché gli staterelli del Nord fanno resistenza.

Bisognerebbe ricordare con forza che di quel fondo salva stati i maggiori versamenti sono di Germania, Francia e Italia… loro le briciole.

Ma loro dall’Europa hanno sempre avuto molto, hanno avuto la possibilità di essere in un mercato che altrimenti per loro non sarebbe esistito, hanno avuto la possibilità di essere difesi e tutelati.

Alla Germania, che spesso utilizza quegli staterelli per bloccare giusti provvedimenti, varrebbe la pena ricordare che se non ci fosse stata benevolenza verso i sui debiti per i danni che aveva causato mai si sarebbe sollevata dalle rovine in cui peraltro aveva portato tutta l’Europa.

La Francia pare abbia capito che non è il momento di tergiversare.

Per quanto ci riguarda possiamo sperare che i politici siano tutti concordi.

Certo potrebbe esserci la rabbia perché spesso l’Europa è stata utilizza per distruggere gli avversari, ma si spera che i cittadini abbiano capito chi questo gioco ha utilizzato.

Si andrà prima o poi a votare, ma adesso non bisogna distruggere nulla essendo che sulle rovine difficilmente si traggono frutti.

Le misure e le risorse che il Governo italiano ha messo in essere sono contenitive dei bisogni urgenti, peraltro dimenticandosi come al solito di quelli delle piccole imprese, oltre che non hanno inserito nulla di quello che avrebbe dovuto inserirsi per pensare al dopo.

Ne abbiamo già parlato dando persino indicazioni verso quali settori indirizzarle.

E questo è quello che dovrebbe essere fatto con l’intervento finanziario dell’Europa.

E con la collaborazione di tutti.