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pensieri sull'attualità

Tag: governo (page 3 of 5)

Alitalia. L’ennesimo furto, nemmeno con destrezza, del governo e dei sindacati.

Ma chi sono questi dipendenti di Alitalia?

Nella manovra del governo che è un “improduttivo regalo”, che ci farà pagare ulteriori miliardi di debito, ci sono altri 600 milioni per Alitalia.

Che in certi posti si debba essere raccomandati per arrivarci è noto, ma è altrettanto evidente che questi di Alitalia, chiunque comandi, ci sono costati talmente tanto che avremmo potuto sostenere migliaia di piccole imprese con le loro famiglie e migliaia di lavoratori che hanno perso il lavoro in tutta Italia.

Praticamente dal 2008 ad oggi noi cittadini siamo stati derubati di oltre 10 miliardi di euro per mantenere, tra l’altro con lauti stipendi, circa 10.000 dipendenti Alitalia.

Una vergogna.

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Nessuno deve stare indietro…

Affermazione del ministro Di Moio oggi ripetuta da un altro ministro per caso, tal Bonetti.

Se poi si aggiunge l’ennesima, non sappiamo come chiamarla, bonariamente chiamiamola dichiarazione, del vice segretario del Pd Orlando: “ in pochi giorni stanziati più soldi di una manovra”… la vera preoccupazione è che il tutto significhi che indietro ci vada tutto il Paese.

Infatti la manovra approvata ieri dal governo è totalmente a debito e quindi i soldi si sono semplicemente stanziati sul debito da pagarsi in aggiunta a quello già cospicuo.

La preoccupazione è che possa riaccadere quello che rese celebri i regimi comunisti per i quali siccome i poveri non dovevano essere lasciati soli… tutti divennero poveri.

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La concreta capacità cancella le polemiche.

Assolutamente giusto non aizzare polemiche.

Assolutamente indispensabile concretizzare azioni con comportamenti seri.

Legittimo chiedersi qualche come mai.

Doveroso sottolineare qualche però.

Immodesto suggerire qualche bisogna fare.

Con calma e con ordine poniamo le considerazioni.

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Superare il disastro significa anche essere pronti e preparati alle conseguenze.

Può sembrare inopportuno non concentrarsi sui problemi dell’oggi, ma una organizzazione politica e statale ha al suo interno compiti diversi e doveri diversi.

Il Governo deve fronteggiare con i provvedimenti più opportuni l’emergenza non facile da gestire vista l’impreparazione perché affronta una insidia infida e quindi non solo addebitabile alla sua modestia.

Il Parlamento, dopo aver fornito gli strumenti di legge per utilizzare quante più risorse possibili, dovrebbe dedicarsi nel confronto con i problemi che caratterizzeranno il dopo.

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Misure importanti e soldi ben spesi.

Bisogna anche pensare a cosa fare non solo in termini sanitari e di salute pubblica.

Di quello la competenza deve restare ai competenti.

Di quello che serve e servirà per preservare e promuovere l’economia deve esserci immediatezza e concretezza da parte dei politici, da parte di quella parte del governo che deve programmare.

Una cosa appare con evidenza anche se magari è pure coincidenza.

L’area più inquinata nel nostro Paese è la stessa che ha subito la maggiore diffusione del virus.

Certo è anche quella più aperta al Mondo visto la sua importante produzione e vivace economia.

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Il problema delle scelte economiche.

Che riguardo alle scelte di prevenzione sanitaria non si debba troppo discutere delle scelte del governo è assolutamente necessario e già ne abbiamo parlato.

Diverso il discutere delle scelte economiche che invece devono essere assunte e che interessano il futuro del Paese nella prospettiva in modo ancor più drammatico.

Qualche norma è già stata elaborata e approvata immaginando di ingrandire il debito e ne serviranno altre.

Servirebbe soprattutto, come già abbiamo sottolineato, che però si immaginasse anche una razionalizzazione delle spese enormi che provvedimenti o inutili o dannosi hanno creato.

C’è però un terrore ulteriore.

Il presidente del coniglio ha nominato due nuovi consulenti economici presso la presidenza del consiglio.

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Il danno della disinformazione. Danno? Meglio non dire cosa si vorrebbe dire.

In diretta si è potuto assistere ad una parte della quotidiana conferenza stampa del governo cinese.

Incredibilmente i giornalisti leggevano la domanda e i ministri leggevano la risposta.

Insomma un imbroglio, nemmeno nascosto, l’imbroglio di un regime comunista dittatoriale.

In Italia i giornalisti si permettono di continuare a scrivere tanto spesso senza testa.

Ci sarà una via di mezzo?

Meglio, ci sarà finalmente un rifiuto verso chi è “sguaiato”?

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Ci mancava il sindaco di Taranto.

Pare di essere in un Paese al contrario.

Proprio ieri si parlava dei Sindaci che sono stati zittiti e scioccamente non considerati dove servivano.

Ed ecco che a fronte di un accordo per transitare faticosamente una fabbrica strategica per il Paese in condizioni sicure dal punto di vista economico, produttivo ed ambientale arriva una ordinanza di chiusura sindacale.

Già il nuovo accordo costerà pesantemente per noi cittadini in conseguenza delle stupidità che lo hanno necessitato… ci manca anche un’altro…

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Fare con criterio.

L’immagine che si è sparsa per il Mondo, conseguenza delle note vicende del virus, è stata assolutamente negativa.

In montagna, dove vivo e dove non vi è alcun pericolo nemmeno presunto, sono fioccate le disdette.

Centinaia di milioni di danno.

Si poteva gestire l’informazione e l’immagine del Paese in altro modo?

Certamente e con umile presunzione diciamo come.

Partendo da lontano, partendo cioè dalla conoscenza della storia che è il primo sapere utile ad affrontare i problemi con alle spalle la sapienza del conosciuto.

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Martellarsi le palle.

Sconveniente perché scurrile, sconveniente perché non rispetta la parità di genere, sconveniente perché scorretto politicamente, sconveniente perché siamo un paese che non si ama.

La capacità maggiore sta nel farsi male, sta nel non capire che essere sempre contro chi governa anche quando bisogna comunque essere con chi governa è farsi male, sta nel continuare da parte di chi governa a demonizzare chi sta all’opposizione quando sarebbe opportuno essere concordi è farsi male.

Ma abbiamo in questo una lunga storia.

L’emergenza corona virus è l’ennesimo episodio.

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