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pensieri sull'attualità

Tag: governo (page 2 of 5)

Senza guida.

di Eugenio Baresi

Non si tratta di essere contro, si tratta di registrare i fatti.

Governo, Parlamento, Regioni… ognuno o fa danni o non fa nulla.

Ci hanno salvato i Sindaci, gli unici che pur con modeste risorse hanno cercato di dare risposte, di resistere alla pressione degli eventi, di offrire tutto quanto era nel loro potere.

Non è quindi schierarsi in una facile critica per appartenenza ad una parte, è semplicemente sottolineare quell’unica forza che ci è rimasta e che appartiene alla storia del nostro Paese: le autonomie locali.

Quelle autonomie che, pur abbandonate, non abbandonano i loro cittadini.

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Il dramma inascoltato della piccola impresa.

di Eugenio Baresi

Vedrete che ravviseremo e faremo

Accostare tre verbi declinati al futuro è l’esigenza quando si parla di quello che il governo dice della sua azione.

Solo che questo corto circuito di verbi porta al disastro le imprese, il lavoro, le famiglie… tutti.

Il vortice ci spinge in uno sprofondo di acqua piuttosto che spingerci in uno spazio di cielo.

Manca la luce della lungimiranza… della competenza si erano già perse le tracce.

Le imprese muoiono e con loro migliaia di posti di lavoro.

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L’insopportabile pesante leggerezza di un presidente del coniglio e dei suoi esperti.

di Eugenio Baresi

L’insipienza e l’insicurezza di chi non ha mai amministrato si manifesta nella solitudine del decidere per coprire l’incapacità al confronto.

Uno che in Senato dice “noi consentiamo” è incommentabile.

E lo ha detto 11 volte!

Leggere i giornali esteri fa capire la differenza “sostanziale” della “sostanza”.

In Germania, Spagna, Francia messaggi chiari frutto di provvedimenti discussi, approvati e deliberati con certezza di norme.

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Un Ministro Politico.

di Eugenio Baresi

Il Ministro dell’economia è fortunatamente un Politico.

Esperto di istituzioni, di vita, di storia e di cultura… non un economista.

Esattamente quello che serve perché le decisioni da assumere, quando le variabili che le condizionano sono tante, non possono mai essere legate alla visione specialistica di un tecnico

Dovrebbe essere sostenuto, dovrebbe rappresentare quel catalizzatore di buone intenzioni e di fatti concreti che servono al Paese.

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Servono i responsabili per il Paese.

di Eugenio Baresi

Nel Parlamento abbiamo conosciuto stuoli di “responsabili” per i propri interessi, ma oggi abbiamo bisogno di seri responsabili per il Paese.

Il Governo arranca per propria debolezza nella qualità di molti e perché ostaggio della volontà del suo presidente di arroccarsi per salvaguardare se stesso.

Serve altro, serve l’autorevolezza che oggi solo il Presidente della Repubblica possiede per realizzare non un Governo di unità nazionale, anacronistico e dannoso, quanto un Governo di programma.

Abbiamo le risorse per risollevarci.

Necessitiamo della fiducia dei cittadini in un Governo competente di politici con la responsabilità di scelte per il bene di tutti e non per l’interesse della propria parte.

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Come può sopravvivere l’Italia?

di Eugenio Baresi

Il grafico sopra è l’emblema del dramma.

La Lombardia di residuo fiscale lascia allo Stato italiano 54 miliardi di euro.

Cioè lo Stato, detratte le spese che deve fare per i lombardi, ricava netti 54 miliardi di euro dalle tasse che i lombardi versano.

È evidente che senza quei soldi lo Stato italiano non esisterebbe.

Ma è possibile che non ci sia un politico, un parlamentare, un uomo di governo che agisca?

Se la Lombardia non riparte muore l’intero Paese.

Non è da irresponsabili voler ripartire, è da irresponsabili non mettere in campo tutte le risorse per poter ripartire responsabilmente.

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L’uovo di Brunelleschi.

L’abilità di mantenere ritto un uovo su un piano di marmo.

Da quell’uovo è scaturita una mirabile realizzazione.

Sarebbe bello anche per noi avere una occasione, così stupefacente, prospettata da una delle uova che oggi disveliamo.

Risulta però impervio immaginare che la possano far nascere personaggi che nemmeno la cronaca conoscono, nemmeno gli atti parlamentari, nemmeno le regole del buon governo democratico.

Non ci resta che raccontare la storia di quell’uovo auspicando che ci consenta di scacciare gli inutili figuranti.

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I soldi non sono tutto.

Cura Italia speriamo non sia un elenco di norme a cui, ad ognuna, sia appiccicata una spesa senza che sia fortemente ed immediatamente connessa la sua produttiva azione.

Insomma, spendere non è utile in sé.

Ancor più quando i soldi non sono nel proprio conto, ma sul conto del futuro: insomma in debito.

Anche le migliori intenzioni possono portare comunque al disastro, figuriamoci con intenzioni non fortemente indirizzate a scopi certi.

Allora serve che il confronto sulle norme sia il più possibile attento, allargato alle proposte di tutti, destinato ad una gestione prossima all’utilizzatore… e soprattutto legato ai fatti e non alle stesse norme.

Indispensabile il ruolo della politica affinché non accada quello che abbiamo denunciato 15 giorni fa di una norma fissata ad un momento ma approvata quando la situazione era completamente diversa.

Una questione di metodo. Spieghiamoci.

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Il principio di precauzione.

Significa semplicemente prendere un alto livello di protezione di fronte ad un pericolo per l’ambiente o per la salute umana.

È citato persino in un articolo del trattato di funzionamento dell’Unione europea.

Avrebbe dovuto essere attuato da molti fra i governanti.

Ma, più modestamente, dovrebbe essere attuato, prima di scrivere insolenze, dalla miriade di tifosi che in questi giorni si scagliano contro i politici dell’altra sponda brandendo la certezza della loro ragione.

E tra l’altro l’attenzione almeno alle parole che si usano nell’accusa dovrebbe essere facilitata dalla difficoltà nell’individuare correttezza e saggezza assoluta nei comportamenti sia a destra che a sinistra.

Ma anche quest’ultima affermazione potrebbe apparire superficialmente presuntuosa, anche se magari qualche suggerimento non è mai mancato… e per tempo benché non si avessero responsabilità.

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