Significa semplicemente prendere un alto livello di protezione di fronte ad un pericolo per l’ambiente o per la salute umana.
È citato persino in un articolo del trattato di funzionamento dell’Unione europea.
Avrebbe dovuto essere attuato da molti fra i governanti.
Ma, più modestamente, dovrebbe essere attuato, prima di scrivere insolenze, dalla miriade di tifosi che in questi giorni si scagliano contro i politici dell’altra sponda brandendo la certezza della loro ragione.
E tra l’altro l’attenzione almeno alle parole che si usano nell’accusa dovrebbe essere facilitata dalla difficoltà nell’individuare correttezza e saggezza assoluta nei comportamenti sia a destra che a sinistra.
Ma anche quest’ultima affermazione potrebbe apparire superficialmente presuntuosa, anche se magari qualche suggerimento non è mai mancato… e per tempo benché non si avessero responsabilità.
Comunque quel saggio principio è stato dimenticato fin dall’inizio di questa vicenda.
E gravemente, perché per l’ennesima volta la cecità nell’applicare l’ideologia piuttosto che la logica ha portato fin da subito a scelte oggi incomprensibili.
Tutti si ricorderanno le richieste di porre in quarantena quanti rientravano dalla Cina lanciate con insistenza dai governatori del nord.
E tutti si ricorderanno le accuse di razzismo.
Mi dispiace ricordare quanto nessuno ricorda, ma persino un ponderato e accorto Presidente della Repubblica, spinto più che dal suo sempre saggio agire, dalla pressione politica di taluni, abbia visitato “la scuola Manin in un quartiere con altissima presenza della comunità cinese”, come recitava un comunicato della stessa Presidenza
Naturalmente la chiosa di LaRepubblica oggi fa un poco riflettere: “Coronavirus, contro il pregiudizio Mattarella a sorpresa in una scuola con tanti bambini cinesi”.
E come non considerare almeno avventate le intemerate di Zingaretti e Sala per un aperitivo sui navigli.
O ancora l’invito a non dismettere le cene del Sindaco di Bergamo con tanto di foto.
Ma arrivando alla gestione della crisi è forse possibile immaginare che tutti si siano comportati con assoluta certezza senza commettere errori?
Certo che no, anche perché ogni zona ha avuto esplosioni diverse del contagio, sia dal punto di vista numerico che dal punto di vista temporale, sia dal punto di vista della dimensione dei luoghi che dalla vastità dei territori.
Basti immaginare il perché la zona della bergamasca non sia stata istituita subito zona rossa, così come Orzinuovi nella bassa bresciana.
Di chi la responsabilità?
Della Regione che non l’ha imposta minacciando chissà cosa o del Governo che unico ha gli strumenti di polizia e controllo per farla rispettare?
Ed a Brescia, ne abbiamo già scritto, l’averla lasciata sola, questo è indubbio, di chi è la colpa?
Della Regione che ha impedito la realizzazione immediata di un ospedale di supporto o del Governo che mai ha mandato medici e infermieri di supporto? (i medici dall’Albania sono arrivati da pochi giorni)
Allora basta con le inutili certezze che solo la propria squadra abbia giocato in maniera perfetta.
Usate almeno voi nelle parole quel principio di precauzione che avrebbe dovuto essere usato nei fatti dai vostri capi popolo.
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