Cura Italia speriamo non sia un elenco di norme a cui, ad ognuna, sia appiccicata una spesa senza che sia fortemente ed immediatamente connessa la sua produttiva azione.
Insomma, spendere non è utile in sé.
Ancor più quando i soldi non sono nel proprio conto, ma sul conto del futuro: insomma in debito.
Anche le migliori intenzioni possono portare comunque al disastro, figuriamoci con intenzioni non fortemente indirizzate a scopi certi.
Allora serve che il confronto sulle norme sia il più possibile attento, allargato alle proposte di tutti, destinato ad una gestione prossima all’utilizzatore… e soprattutto legato ai fatti e non alle stesse norme.
Indispensabile il ruolo della politica affinché non accada quello che abbiamo denunciato 15 giorni fa di una norma fissata ad un momento ma approvata quando la situazione era completamente diversa.
Una questione di metodo. Spieghiamoci.
All’inizio di questa vicenda drammatica, dolorosa e già tragica, ma speriamo non sia ancora peggio, avevamo proposto due linee di condotta.
Una cabina di regia comune fra i vari protagonisti della politica oltre ad un ruolo decisivo e determinante delle autonomie locali, soprattutto dei Sindaci.
Purtroppo pare che della prima proposta finalmente e solo in questi giorni si faccia non tanto menzione, ma applicazione.
Non è un fatto formale, come più volte detto, è la sostanza dell’azione di governo che raccoglie intorno a sé tutte le forze e le proposte per poi indirizzarle e appunto governarle.
Non è un venir meno al proprio orgoglio di maggioranza
più o meno capace, ma è un raccogliere la propria responsabilità nella intelligenza di sintetizzare bene tutto quanto viene proposto.
Non sono mai i provvedimenti generalizzati e a pioggia che possono incidere dove serve, bisogna provvedere dove il bisogno è reale chiedendo che la correttezza e la solidarietà facciano premio all’individuale egoistica convenienza.
In questo sono indispensabili le associazioni di categoria che devono essere rese protagoniste nella individuazione dei bisogni reali e necessari delle singole attività.
Insomma una forma di solidale impegno da parte di chi ha le forze di arrangiarsi e che non partecipa alla raccolta di sostegni per altri essenziali
Una buona azione in positivo che non sia imposizione dello Stato, ma sensibilità dell’imprenditore che costruisce il futuro nella comunità piuttosto che il suo sopravvivere in un deserto.
Ed ecco i Sindaci.
Quelli che conoscono territorio e persone, quelli che possono con conoscenza e umanità gestire quanto davvero serve e che soprattutto è utile.
Le attività industriali, artigianali e commerciali in questo momento possono trovare proprio nella prossimità dell’aiuto e del confronto l’immediatezza del rilancio.
Ed il rilancio è necessario subito.
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