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pensieri sull'attualità

L’auspicio che io rammento in tutti i miei interventi è quello che il ricordo di allora sia oggi motivo di condivisione e non di divisione. Agape Nulli Quilleri, staffetta Partigiana.

Valori aperti a tutti perché il sacrificio delle Fiamme Verdi è stato un sacrificio per l’Italia, per gli italiani, per un popolo che condivide non per una parte che vuole dividere”.

Quest’anno Agape non c’è nel giorno che l’ha vista uscire dal carcere nel 1945.

Aspetto la fine della guerra perché la primavera qui non entra, siamo noi che dobbiamo crearla”.

Quelli come lei hanno immaginato gioiosamente per tutti il ripetersi della meraviglia che la natura rinnova ogni anno.

Agape con il semplice doloroso esempio della sua giovanile esperienza ci ha indicato non una semplice traccia, ma una necessaria condizione: la libertà.

Quella libertà che deve essere di ognuno di noi e che deve essere per ognuno degli altri.

…la prospettiva che dobbiamo lasciare fortemente condivisa è quella di un Paese, di una comunità di persone, che nella loro singolarità accettano il dovere della collaborazione riconoscendo i reciproci diritti in un confronto libero”.

…ho ben presente come siamo in pochi a poter non solo ricordare quel periodo, ma a raccontare quella esperienza.

Ed è utile che il sacrificio di tanti che più di me hanno lottato e sofferto sia un monito oggi, dove meno è richiesto, ma comunque è richiesto un impegno perché la democrazia non è un regalo pieno di soli diritti, ma è una costruzione di tanti piccoli doveri.

E di un obbligo nei comportamenti che è anche indicato nelle mie lettere così come lo ricordava anche il Generale Romolo Ragnoli quale fondamento su cui portare avanti il ricordo delle Fiamme Verdi: “conservate il vostro spirito onesto e fiero”.

Al Mortirolo l’ho spiegata così questa affermazione: “Prima l’onestà che ci consente di accogliere le idee e le opinioni altrui, poi la fierezza dei nostri ideali che ci dona la forza della testimonianza”.

…Su al Mortirolo la nostra manifestazione è davanti alla chiesetta di San Giacomo, simbolicamente un cammino che appunto non si conclude e che  anzi ed invece richiede continue conferme.

Le conferme da dare affinché ancora sia consentito, sia sempre più consentito, un mondo di opinioni differenti.

Insomma non trasciniamo l’odio, non immaginiamo la ritorsione convinti della nostra unica verità: non definiamoci gli unici portatori del bene.

La convinzione che il bene si può realizzare attraverso la comprensione e la disponibilità che, in ogni momento, in ogni luogo, in ogni persona, può esistere un sentimento positivo.

C’è un piccolo episodio che mi è capitato durante un’ispezione nella cella e consente la speranza che la buona sensibilità comunque possa sopravvivere. Tanti anni fa lo raccontai in un incontro alla Pace e padre Carlo Manziana si commosse ringraziandomi per quel ricordo che testimonia la possibilità per l’uomo di capire e comprendere.

Ero sola in cella e si aprì la porta con il solito trambusto di passi e di parole. Entrarono due militari della Wermacht, il più vecchio vedendomi là nell’angolo scoppiò in una fragorosa risata: ” tu piggolina partisana!”.

Si avvicinò e mi abbracciò.

Ecco quel piccolo episodio di comprensione testimonia il riscatto che è possibile se in ognuno di noi c’è la disponibilità ad accogliere il bene piuttosto che la brutta presunzione di non consentire le ragioni degli altri”.

Etty Hillesum pur sapendo che la sua fine sarebbe stata imminente, come quella del suo popolo, scriveva: ” So che seguirà un periodo diverso, un periodo di umanesimo. Vorrei tanto poter trasmettere ai tempi futuri l’umanità che ho dentro di me. L’unico modo che abbiamo di preparare questi tempi nuovi è di prepararli fin d’ora in noi stessi.”

…La politica democratica è l’unico strumento di confronto e di realizzazione per il quale abbiamo combattuto e sofferto.

Lo ripeto spesso: attenti a non demonizzare l’impegno politico.

Un impegno il cui fine è ancora bene evidenziato dalle parole di una grande donna, Laura Bianchini: ” … la persona umana è il fine a cui l’ordine sociale, e potremmo dire allo stesso modo, l’ordine politico, l’ordine giuridico sono subordinati… la società è al servizio della persona umana… non è la persona umana al servizio della società”.

4 Comments

  1. Cristina Quilleri

    25 Aprile 2020 at 09:05

    GRAZIE Eugenio sei sempre incisivo e profondo

  2. Mariangela Spelgatti Ragazzoni

    25 Aprile 2020 at 09:40

    Caro Eugenio, grazie per aver ricordato Agape con parole ricche di fascino e di valori immensi! La tua penna è sempre arricchente…. W la LIBERTÀ!!

  3. Agape un esempio di come sia possibile, senza strumenti di potere, essere immortali!

  4. Le parole di Agape sono molto belle e di grande attualità. Grazie Agape!

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