di Eugenio Baresi
I politici dell’oggi assomigliano molto al merlo in gabbia, capaci di fare propaganda tremenda piuttosto che di realizzare opere costruttive.
Almeno il merlo ammetteva il suo imbroglio… seppur per giustificarsi.
L’Europa, nei suoi vari organismi, ha messo in campo diverse opzioni per sostenere le economie distrutte dal virus.
Ma è opportuno dire come stanno nella realtà le cose.
E così attendiamo la concretezza della più corposa che è il Recovery Fund.
Speriamo che sia come per il momento viene raccontato, ma anche così fosse, bisogna tener conto che dei 187 miliardi ipotizzati per noi, ben 100 sono in prestito e degli altri 87 non tutti sono effettivamente “regalati”.
Infatti, quando sarà e se sarà deliberato, bisognerà tener conto di quanto risulterà praticamente una partita di giro che ci ritorna avendoli noi versati all’Europa e quanto l’Europa stabilirà su come recuperarli comunque dai diversi Stati.
Speriamo non ci sia una tassa europea…
Comunque tutto bene ed utile, nel dramma che si vive, ma senza programmi e progetti si rischia addirittura di suicidarsi.
La preoccupazione è tutta in un governo che non ha alcuna logica di sviluppo, ma semplicemente una logica di assistenza senza alcuna prospettiva.
Le risorse che potrebbero ottenersi necessitano di capacità e competenza nell’individuazione degli investimenti e perizia nella loro realizzazione.
Innanzitutto sarebbe un buon auspicio che partissero finalmente i lavori delle opere già finanziate.
È da tempo immemorabile che si promette lo sblocco dei cantieri eppure non si smuove nulla.
Una premessa questa già terrificante.
Quando si parla di competenza non è per un vizio di critica quanto piuttosto un concetto che dovrebbe essere doverosamente recuperato.
Non si possono progettare opere che prima di partire necessitano anni, che una volta partite hanno bisogno di tante modifiche nei progetti e ancor più di risorse ulteriori e spesso addirittura superiori alla previsione iniziale.
Chiedere questo non è impossibile.
Non è per autocitarsi, ma durante il mandato di Sindaco si riusci a terminare le opere progettate rispettando i tempi e non sforando mai il preventivo previsto… tutto documentato e dichiarato vero da quello che una volta garantiva il controllo delle procedure.
Ed erano più di una decina di miliardi di lire… si c’erano ancora le lire… ma c’era la capacità degli amministratori, dei funzionari pubblici e dei professionisti.
Non è che oggi può essere sparito tutto.
È solo sparita la capacità dei capaci di poter esserci.
Ritornando a tutti quei soldi, che grazie all’Europa potremo investire, allora è assolutamente necessario non disperderli.
È necessario investirli nelle infrastrutture indispensabili per rendere il Paese collegato in tutti i suoi punti con strumenti di trasporto rapido e veloce.
È necessario investire nelle proprietà pubbliche per la sicurezza ed il risparmio energetico.
È necessario favorire tutte quelle imprese che si impegnano in una rivoluzione produttiva nel rispetto dell’ambiente.
È necessario liberare l’economia dalle clausole e dalle norme che ne impediscono lo sviluppo nella chiarezza della libertà.
Il sistema che regola tutte le procedure è quanto di piu deleterio possa immaginarsi.
Non si contrasta la criminalità quando la realizzazione di un’opera non ha mai la certezza dei tempi di inizio e di conclusione, quando ci vogliono anni per avere tutti i permessi, quando la certezza dei lavori da effettuarsi non è mai una prospettiva comprensibile.
Diciamo la verità.
La normativa che regola tutto quanto l’amministrazione statale deve realizzare è scritta e formulata per favorire chi non ha problemi nell’attendere… perché tanto le risorse che deve investire non gli costano nulla…
Allora con la scusa di contrastare la criminalità alla fine si privilegià l’opacità.
Nessuna chiarezza e semplicità normativa porta a nessuna trasparenza e sicura ambiguità.
Forse sarebbe ora che si smettesse di imbrogliare persino l’imbroglio.
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