di Eugenio Baresi
Avere l’occasione di sentire un medico di quelli che hanno diretto il pronto soccorso dell’emergenza nei giorni tragici di marzo rende giustizia delle inutili polemiche di poveri politici o pseudo tali che continuano nell’immaginare sia utile aggredire l’avversario.
Una situazione inattesa, sconosciuta, dall’impatto di una valanga tremenda.
Allora sarebbe per prima cosa da chiedersi cosa aspettavano a fornire informazioni quelli che le informazioni dovevano averle.
Le organizzazioni sanitarie nazionali ed i governi.
Sarebbe facile, anzi facilissimo, riempire di improperi le autorità centrali che fino al precipitare della valanga non avevano e non hanno fornito alcun supporto, ne informativo e ne organizzativo.
Ma esse pure, titolari per logica e per legge di prevenire, agire e rispondere alle aggressioni sanitarie di carattere pandemico, non hanno avuto comprensione di quanto stava arrivando perché l’Organizzazione Mondiale della Sanità non ha informato di nulla… anzi delle sue ulteriori malefatte ne abbiamo già parlato.
La Lombardia è stata la regione più colpita, in un modo che dovrà essere capito, ma colpita in pochi giorni e nemmeno in tutta la Regione.
L’aggressione è stata concentrata in poche zone.
Ogni minuto, ogni ora, continuamente arrivavano ai vari pronto soccorso decine e decine di persone con sintomi sempre più gravi.
Difficilmente in altri Paesi sarebbero riusciti a supportare e sopportare in un area tanto ristretta quello che intere Nazioni hanno sopportato nell’interezza del loro territorio.
Fortunatamente il personale sanitario formato e scelto negli anni dalla Regione Lombardia è stato eccezionale.
Eccezionale professionalmente ed eccezionale umanamente.
Addirittura primari che si sono improvvisati operai per allestire locali utili a ricevere la valanga di pazienti, infermieri che neanche si sono fermati, magari sorseggiando qualche bevanda con le cannette per non perdere tempo nel levarsi maschera e indumenti.
Dirigenti che nemmeno dormivano per cercare di trovare in poche ore tutto quanto normalmente si sarebbe reso necessario in mesi.
I locali più vari, le tende, ogni luogo in cui fosse possibile aiutare tutti sono stati allestiti.
E non sono descrizioni da romanzo commovente, sono fatti.
Certamente errori sono stati commessi, che si potesse fare di più sarà anche possibile, ma forse essere consapevoli di quanto è stato fatto sarebbe sufficiente.
Allora è insopportabile, e l’aggettivo è voluto, che pseudo politici aggrediscano la sanità lombarda tanto per non smentire la faziosità della loro parte politica.
E aggredirla dicendo cose senza sapere nemmeno perché si dicono, cose non accadute.
Una volta per accedere a certi ruoli non valeva la fortuna di una nomina.
Valeva il percorso di preparazione e conoscenza dell’amministrazione per cui ognuno sapeva di cosa stava parlando e utilizzava la moderazione non per sminuire o nascondere i problemi, ma per non versare odio rovinoso sulla convivenza.
Questo pessimo momento della politica nella scelta della sua classe dirigente sta rovinando il Paese.
7 Giugno 2020 at 10:03
Finché la gente non prende coscienza dei propri errori (ognuno di noi dei propri), sarà difficile cambiare.
Ieri è uscito un sondaggio illuminante:
Quale paese del mondo ha gestito meglio di tutti la crisi? “L’Italia”. E il peggiore? “La Germania” (che però ha un quarto dei nostri morti).
Questo vuol dire non essere in contatto con la realtà.