Ormai pare che le regole elementari di una democrazia condivisa siano aggiunte inutili nella semplicità di un Paese che si accontenta dell’invidia e della mediocrità.
Peggio, convive con una pericolosa supponenza ignorante.
Ormai pare che le regole elementari di una democrazia condivisa siano aggiunte inutili nella semplicità di un Paese che si accontenta dell’invidia e della mediocrità.
Peggio, convive con una pericolosa supponenza ignorante.
“Spiace constatare che nel segreto dell’urna i singoli parlamentari non abbiano seguito le indicazioni di voto del proprio gruppo”.
L’affermazione è del capogruppo cinque stelle alla Camera relativamente alla votazione sulla richiesta d’arresto di un deputato.
Nemmeno un “colpo di teatro” perché si sapeva che l’ex segretario del PD sarebbe diventato pure ex iscritto.
Certo ben curioso che in poco più di dieci anni il Partito democratico fra cinque segretari e tre reggenti ne abbia già tre che lo hanno abbandonato… forse c’è più di un problema a Roma.
Ritorniamo a Renzi.
“Dove sono i difensori della libertà?”
Era il manifesto realizzato a Brescia, nel 1979, dai giovani democratico cristiani e con il quale venne tappezzata la provincia.
La manifestazione della Lega a Pontida ci ha indicato due personaggi che sarebbe opportuno venissero dismessi al più presto dai loro ruoli.
Continua la lettura…Tutto è stato dimenticato perché ci sono fatti che emergono solo per l’utilità di distruggere gli avversari ben sapendo che tutto tace al cenno del risultato raggiunto.
L’indubbio scandalo del mercimonio di uffici giudiziari e di favori politici è stato presto dimenticato.
La somma di circostanze si è soliti dire possa essere considerata prova.
Ed in effetti con una rapidità incredibile e coincidente tutto quello che accade in Europa in questi giorni è una variazione di linee assoluta e capovolta.
Ricordare i fatti e raccontarli per come sono sarebbe assolutamente necessario.
Anche perché il loro racconto sarebbe utile per comprendere e valutare se ci si ricorda come il filosofo G.Battista Vico, affermasse che i fatti si tramutano nel vero, ancora all’inizio del ‘700.
Il nuovo governo, come ha affermato il suo presidente del consiglio, sarà mite.
Ne abbiamo già conosciuto uno che si dichiarava sobrio.
Sarebbe molto più opportuno fosse semplicemente e normalmente utile.
Dal 12 settembre 2019 all’11 luglio 2020 il piacere di tenere nella memoria le opinioni che nascono dall’osservare quotidianamente gli accadimenti. Tracce dei fatti e delle interpretazioni.
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