In Gran Bretagna votano praticamente a Natale, in Spagna praticamente con i “morti”, in Austria hanno appena votato.
Tutte elezioni anticipate rispetto alla naturale scadenza.
In Italia no, perché altrimenti vince Salvini.
Una cretinata, che essendo proprio tale, favorisce Salvini, come la “piccola” Umbria ha appena dimostrato.
Ma al voto nazionale si deve andare per forza a meno che non siano antidemocratici e fascisti quelli che vogliono negarne la legittima e doverosa necessità.
Va chiarito che siccome hanno ridotto il numero dei parlamentari e che stanno per approvare una indispensabile nuova legge elettorale, necessariamente e per conseguenza, è fuor di ogni dubbio e assolutamente doveroso che ci sia un nuovo voto appena approvata questa seconda modifica.
E nemmeno vale una pretesa veramente antidemocratica di denunciare il pericolo che il prossimo Capo dello Stato sia eletto da un Parlamento nuovo e perciò con il solito Salvini protagonista.
Offendere a prescindere l’obbiettività e la serietà di chi potrebbe essere eletto è intollerabile.
Quindi due offese enormi alla democrazia, quella vera.
Le regole di un Paese democratico sono chiare ed evidenti e quei “miseri” dei politici della “prima repubblica” quando nel 1993 modificarono la legge elettorale, ancora quasi all’inizio della legislatura, riportarono al voto i cittadini per adeguare la rappresentanza alle nuove regole.
Il fatto che “miseri” li hanno voluti dipingere questi cosiddetti nuovi politici, che parlano guardandosi nello specchio e attribuiscono agli altri quello che vedono: vedono loro stessi.
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