Fatti e Commenti

pensieri sull'attualità

Autore: Eugenio Baresi (page 9 of 30)

Le anime belle.

di Eugenio Baresi

Del grafico parliamo alla fine.

Che la colpa sia degli altri è l’unica capacità molto diffusa che contraddistingue i politici dell’oggi.

Così, parlando di sanità, risulta particolarmente elevato il livello di tale purtroppo inutile e dannosa caratteristica.

La micidiale condizione che stiamo ancora affrontando ha avuto diversi gradi di drammaticità nelle varie regioni.

La Lombardia, in una sua grande area, ed una piccola parte dell’Emilia sono risultate quelle maggiormente aggredite.

Cosa si poteva fare?

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All’economia dell’Italia servono i fatti.

di Eugenio Baresi

Più di settantanni fa, oggi, moriva John Maynard Keynes, un economista, fra i maggiori nella storia, anche filosofo, matematico, amante d’arte e di letteratura.

Ci si potrebbe chiedere cosa importi.

Fra le tante ci sono due sue considerazioni che ci interessano.

In un momento di crisi economica quello che si deve fare da parte dello Stato è intervenire sul duplice fronte di lanciare propri investimenti e inoltre di esercitare una positiva fiducia nei sentimenti e nei comportamenti per accompagnare la crescita.

In un momento di crisi economica quello che serve da parte degli Stati è abbandonare l’egoismo e serrare le fila insieme perché l’ingordigia del proprio interesse porta alla comune catastrofe.

Ma vediamo bene cosa significhi applicato all’oggi.

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I giustizieri dell’Italia.

di Eugenio Baresi

Leggi Le Monde, quotidiano francese, e in prima pagina appare il bilancio di quasi 12 mila decessi in ospedale e quasi 8 mila nelle case di ricovero.

Leggi El Pais, quotidiano spagnolo, e testualmente scrive: “Case di riposo, la strage dei più vulnerabili”.

Leggi As, ancora spagnolo, e tornando ai numeri ti dice che in Catalogna su 8 mila decessi, 3 mila sono nelle case di riposo.

Ci fermiamo qui.

Un conteggio drammatico, ma in nessun paese ci si immagina che quelle morti cattive e tragiche possano essere colpa di altri se non del Covid19.

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Come può sopravvivere l’Italia?

di Eugenio Baresi

Il grafico sopra è l’emblema del dramma.

La Lombardia di residuo fiscale lascia allo Stato italiano 54 miliardi di euro.

Cioè lo Stato, detratte le spese che deve fare per i lombardi, ricava netti 54 miliardi di euro dalle tasse che i lombardi versano.

È evidente che senza quei soldi lo Stato italiano non esisterebbe.

Ma è possibile che non ci sia un politico, un parlamentare, un uomo di governo che agisca?

Se la Lombardia non riparte muore l’intero Paese.

Non è da irresponsabili voler ripartire, è da irresponsabili non mettere in campo tutte le risorse per poter ripartire responsabilmente.

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18 aprile… un bel giorno.

Questo giorno ci ha indubbiamente portato bene.

Grazie al voto che in maggioranza assoluta gli italiani assegnarono alla Democrazia Cristiana, il 18 aprile del 1948, abbiamo avuto anni di libertà, di progresso e di benessere.

Erano le prime elezioni per il Parlamento dopo la guerra ed il fascismo.

Erano anche elezioni nelle quali si confrontarono aspramente ideali ed uomini.

Ideali diversi, ma uomini tutti preparati, competenti e volonterosi.

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L’uovo di Colombo e il perenne vizio di imbrogliare.

Domenica avevamo parlato dell’uovo di Brunelleschi.

Pochi ne sanno, ma molti conoscono il detto: “l’uovo di Colombo”.

Quella di Colombo è la stessa narrazione dell’altra analoga “impresa” avvenuta però 70 anni prima della sua.

Curioso come sia rimasta e divenuta famosa quella di Colombo… che era una coppia….

Insomma il vizio italico di imbrogliare su quanto avvenuto e avviene è di lunga data.

Preoccupa.

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L’onestà intellettuale è chiedere troppo… l’onestà dei fatti è sufficiente.

Come sempre i nostri governanti, di tutte le parti, si accapigliano indicando negli altri le responsabilità.

Questo deleterio modo di fare ci ha portato alla quasi distruzione e sembra impossibile recuperare quel minimo senso dello Stato e delle Istituzioni che almeno chi ha responsabilità dovrebbe manifestare.

Soprattutto perché in Europa dobbiamo accompagnarci a gente che viaggia con noi con lo scopo di derubarci… abilmente attenta a non commettere reati.

E non abbiamo alternative migliori.

La storia che raccontano i “politici odierni” sul MES è l’ennesimo esempio di propaganda fasulla e pericolosa.

E anche quando i racconti sono più prossimi alla realtà sono senza offrire una prospettiva che li renda attraenti.

Vediamo bene le cose.

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Scusate, ritorniamo domani.

AGGIORNAMENTO.

Avendoci chiesto cosa significa, semplicemente è accaduto che la micina Etty, di 5 anni, ieri ha terminato la sua vita ed il pensiero è stato nell’assistere la piccola creatura.

La Cancelliera… della DDR.

Non sono le vicende dell’Europa di oggi che guidano il giudizio, semmai ne sono conferma.

Non è stato certo affascinante “l’abbandono distratto”, ma cinicamente interessato, dell’ultimo grande politico tedesco, Helmut Kohl… che tra l’altro l’aveva incautamente promossa.
E forse questa sottolineatura può essere condizionata dalla simpatia di un giovane dc che ha avuto con lui una “piccola” conoscenza lontana quanto l’esser giovani.

Ma la nostra cancelliera era già stata abilissima a distinguersi il giorno dopo la caduta del muro.

Evidentemente essere stata segretaria dell’Agitprop comunista dell’Accademia delle Scienze della Repubblica democratica tedesca, quella comunista, ha avuto i suoi utili effetti nell’insegnare le tecniche adatte alla agitazione e propaganda.

Eccessivamente duro?

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Gli Angeli sconosciuti.

Oggi è la giornata di tanti Angeli sconosciuti.

Nelle campagne, nei paesi, nelle città compiono il loro dovere che hanno scelto come missione.

Aiutano, perchè l’aiuto non risolve, ma sostiene; consolano, perchè una buona parola non è sufficiente, ma necessaria; pregano, perchè pregare non appare, ma infonde speranza.

Sono i tanti preti che non sono noti perchè non fanno le cose politicamente corrette per diventarlo, fanno i preti.

E sono quella parte più utile che rappresenta la Chiesa e che interpretano i tanti ignoti del mondo.

Sono la sostanza di una società che ha invece preferito l’apparenza.

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