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pensieri sull'attualità

Categoria: Politica (page 9 of 22)

Superare il disastro significa anche essere pronti e preparati alle conseguenze.

Può sembrare inopportuno non concentrarsi sui problemi dell’oggi, ma una organizzazione politica e statale ha al suo interno compiti diversi e doveri diversi.

Il Governo deve fronteggiare con i provvedimenti più opportuni l’emergenza non facile da gestire vista l’impreparazione perché affronta una insidia infida e quindi non solo addebitabile alla sua modestia.

Il Parlamento, dopo aver fornito gli strumenti di legge per utilizzare quante più risorse possibili, dovrebbe dedicarsi nel confronto con i problemi che caratterizzeranno il dopo.

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Bravo Presidente…

Che il Presidente della Repubblica abbia con insolita prontezza e altrettanto insolita durezza risposto alle improvvide parole della Presidente della Banca centrale Europea è cosa buona.

Certo agire anche prima non sarebbe stato disdicevole.

Poi preoccupa ci siano state dolci e suadenti correzioni anche da parte dei vertici della Commissione Europea.

Il dolcetto solitamente si da o per invogliare a comportarsi bene o perché ci si è comportati sempre bene.

E questo non ci tranquillizza.

Ma andiamo con ordine.

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L’amore e la collaborazione.

La tecnica e la produzione sono indispensabili nei momenti difficili.

Una macchina può avvolgere nella tranquillità, nell’essere immersi nell’aria buona essenziale al cuore.

E l’amore di un buon cuore è proprio quello che con concreta solidarietà ha portato una piccola grande azienda a dedicarsi con impegno e passione a produrre, senza sosta, quelle macchine.

Collaborando con tecnici militari dell’Esercito.

Con la solidarietà che non porta a pensare ai propri guadagni.

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Carceri. Ennesimo episodio di dannosa ideologia.

La preoccupazione è di apparire a conoscenza di tutto con una immotivata ed esagerata presunzione.

Visitare le carceri e parlare con operatori penitenziari oltre che ovviamente con i detenuti è stato un impegno essendo capogruppo in commissione giustizia della Camera.

Certo tutto questo perché l’impegno politico era svolto non tanto e solo con attenzione, ma soprattutto con la consapevolezza che i problemi potessero trovare delle soluzioni solo attraverso la conoscenza, l’esperienza ed il confronto.

Il tutto possibile perché le precedenti esperienze avevano formato e creato i presupposti per comprendere: esperienze politiche e di lavoro.

Ma torniamo al tema sottolineando come quello che si è conosciuto di problematico tale è rimasto.

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Misure importanti e soldi ben spesi.

Bisogna anche pensare a cosa fare non solo in termini sanitari e di salute pubblica.

Di quello la competenza deve restare ai competenti.

Di quello che serve e servirà per preservare e promuovere l’economia deve esserci immediatezza e concretezza da parte dei politici, da parte di quella parte del governo che deve programmare.

Una cosa appare con evidenza anche se magari è pure coincidenza.

L’area più inquinata nel nostro Paese è la stessa che ha subito la maggiore diffusione del virus.

Certo è anche quella più aperta al Mondo visto la sua importante produzione e vivace economia.

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Speriamo che imparino quanto l’ipocrisia è dannosa.

Un mese fa, quando il corona virus era apparentemente solo in Cina i governatori di 7 regioni governate dal centro destra, chiesero provvedimenti di quarantena per chi rientrava dalla Cina, quanto meno per i ragazzi delle scuole.

Accusati di ogni possibile rigurgito razzista.

Oggi i governatori delle regioni del Sud impongono ordinanze per vietare addirittura a loro cittadini di rientrare dalla regioni del nord, più colpite dal virus, e sicuramente impongono la quarantena.

Di cosa li accusiamo?

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Un virus positivamente idealista…

Non è uno scherzo anche se immaginiamo non piaccia il pensiero.

Non lo è certamente e appunto per i problemi che causa, ma non lo è nella provocazione.

Dei primi siamo già informati, della seconda diciamo “due cose”.

L’evidenza che maggiormente emerge è la caduta del modello globalizzato.

Probabilmente la produzione dovrà tornare ad essere più distribuita e meno concentrata nell’unico interesse di chi guadagna.

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Il problema delle scelte economiche.

Che riguardo alle scelte di prevenzione sanitaria non si debba troppo discutere delle scelte del governo è assolutamente necessario e già ne abbiamo parlato.

Diverso il discutere delle scelte economiche che invece devono essere assunte e che interessano il futuro del Paese nella prospettiva in modo ancor più drammatico.

Qualche norma è già stata elaborata e approvata immaginando di ingrandire il debito e ne serviranno altre.

Servirebbe soprattutto, come già abbiamo sottolineato, che però si immaginasse anche una razionalizzazione delle spese enormi che provvedimenti o inutili o dannosi hanno creato.

C’è però un terrore ulteriore.

Il presidente del coniglio ha nominato due nuovi consulenti economici presso la presidenza del consiglio.

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Il danno della disinformazione. Danno? Meglio non dire cosa si vorrebbe dire.

In diretta si è potuto assistere ad una parte della quotidiana conferenza stampa del governo cinese.

Incredibilmente i giornalisti leggevano la domanda e i ministri leggevano la risposta.

Insomma un imbroglio, nemmeno nascosto, l’imbroglio di un regime comunista dittatoriale.

In Italia i giornalisti si permettono di continuare a scrivere tanto spesso senza testa.

Ci sarà una via di mezzo?

Meglio, ci sarà finalmente un rifiuto verso chi è “sguaiato”?

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Turchia e scellerate scelte dell’Europa franco tedesca.

Nel 2004 a Roma, nella sala degli Orazi e dei Curiazi in Campidoglio, il Presidente Turco Tayyip Erdogan firma la Costituzione Europea.

Una cerimonia simbolicamente in quella stessa stanza dove nel 1957 si era firmato il trattato costitutivo della CEE, la Commissione Economica Europea, che dava il via alla prima unione dei sei Paesi fondatori.

I vari Paesi europei sottoscrivono, in ordine alfabetico secondo la denominazione del loro Paese, dal Belgio alla Turchia.

Quest’ultima non formalmente nell’Unione, ma in attesa di essere accolta.

Un evento che poteva cambiare davvero il futuro.

E simbolicamente, appunto in quella sontuosa stanza, il turco Erdogan firmava, per sottile volontà del destino, sotto la statua del Papa Innocenzo X: un pontefice romano ed un leader mussulmano.

Ma poi cosa è successo?

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