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pensieri sull'attualità

Categoria: Politica (page 8 of 22)

Sarebbe bello avessimo torto.

Nel provvedimento Salva Italia tutti hanno riportato come vi sia stata la sospensione dei termini per i pagamenti di varie cartelle fiscali dall’8 marzo al 31 maggio.

Praticamente nessuno ha fatto notare che la proroga di questi due mesi ha comportato l’allungamento di due anni per gli accertamenti fiscali dell’anno 2015.

Insomma, normalmente, il fisco ha 5 anni di tempo per verifiche e controlli, e così e invece, per quei meccanismi perversi che solo le norme fiscali italiane possono produrre ecco che una proroga di due mesi porta a due anni di proroga nelle verifiche.

Il problema è che nei prossimi due anni non avranno più nulla da controllare perché non ci saranno più le imprese da controllare… perché fallite.

Ma non è il solo problema.

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La Risurrezione. Le iniziative per realizzarla nella concretezza del lavoro e dell’impresa.

L’immagine non appare da nessuna parte. È un fotogramma tratto dalla diretta televisiva. Il Santo Padre rientra nella Basilica di San Pietro dopo aver impartito la benedizione Urbi et Orbi.

Faticosamente, nell’incerto procedere che fa ondeggiare il Santissimo quasi rappresentasse l’ascesa con la croce.

Croce che infine rappresenta la vittoria della vita.

Oggi il Vangelo parla della risurrezione di Lazzaro.

Non pensate che sia blasfemo quello che, partendo dalla Santità, arriva all’economia dei fatti.

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Europa: perché è così difficile dire come stanno le cose?

Quando nacque il primo nucleo della Comunità Europea si usciva dalla guerra, si manifestavano alti valori morali, si presentavano uomini colti e preparati.

Konrad Adenauer, Alcide De Gasperi e Robert Schuman, tre democratico cristiani, realizzarono una unione di stati che per centinaia di anni si erano combattuti, si erano vicendevolmente impossessati di reciproci territori, si erano lasciati alle loro spalle migliaia e migliaia di morti.

L’Europa nacque sul profondo rispetto fra persone che misero in gioco sé stessi per raggiungere uno storico risultato.

Con gli anni sono cambiati gli uomini e ovviamente le situazioni.

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Brescia: fatti non parole.

Hanno telefonato al Sindaco di Brescia. Le massime autorità.

Invero in questi giorni le massime autorità hanno chiamato tanti in giro per l’Italia.

Allora serve che ci siano fatti, visto che non ci sono stati.

Brescia esclusa dal Governo sul rinvio di pagamenti fiscali.

Brescia bloccata dalla Regione nella realizzazione di un ospedale in Fiera, dopo che per prima ne aveva pensato.

Ospedali aggiuntivi a Cremona, Piacenza, Bergamo e Milano.

Che ci facciano sapere che ci staranno vicini è assolutamente inutile, quello che sarebbe servito sarebbero stati i fatti, che peraltro sarebbero ancora necessari.

Ma la ripetizione dei verbi declinati al condizionale è il dramma che viviamo e non uno scioglilingua.

Caro Sindaco bisogna rendersi conto di questa situazione e visto che abbiamo un ottimo Sindaco ecco un appello.

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L’Europa deve esserci.

I buoni principi per cui l’Unione europea nacque devono prepotentemente riemergere.

Non abbiamo più quei grandi politici che la immaginarono, la fondarono e la forgiarono per superare quelle distruzioni e quelle divisioni che la drammatica tragicità della II guerra mondiale avevano lasciato.

Con il tempo la forgiatura ha subito il logorio della fatica e l’abilità di quelli che avrebbero dovuto curarla essa pure è venuta meno.

Oggi si richiede che si rinnovi lo spirito unitario e collaborativo che la fece sorgere.

Serve che si utilizzino tutte le risorse.

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Egregio viceministro dell’Economia: è stato eletto a Brescia.

Purtroppo è meglio ritornare alla realtà perché speriamo fra breve sarà opportuno attrezzarsi per la ripresa e speriamo anche per fornire il Paese di un personale politico adeguato.

Quindi conoscere e ricordarsi può essere un buon impegno in questo periodo nel quale restare a casa per molti è obbligatorio.

Certo pensando con riconoscenza a quelli che negli ospedali rischiano davvero per garantire assistenza, a tutti i volontari delle ambulanze, alle forze dell’ordine, a chi ci garantisce tutti gli altri servizi essenziali.

Ma veniamo al punto del titolo.

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Alitalia. L’ennesimo furto, nemmeno con destrezza, del governo e dei sindacati.

Ma chi sono questi dipendenti di Alitalia?

Nella manovra del governo che è un “improduttivo regalo”, che ci farà pagare ulteriori miliardi di debito, ci sono altri 600 milioni per Alitalia.

Che in certi posti si debba essere raccomandati per arrivarci è noto, ma è altrettanto evidente che questi di Alitalia, chiunque comandi, ci sono costati talmente tanto che avremmo potuto sostenere migliaia di piccole imprese con le loro famiglie e migliaia di lavoratori che hanno perso il lavoro in tutta Italia.

Praticamente dal 2008 ad oggi noi cittadini siamo stati derubati di oltre 10 miliardi di euro per mantenere, tra l’altro con lauti stipendi, circa 10.000 dipendenti Alitalia.

Una vergogna.

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Nessuno deve stare indietro…

Affermazione del ministro Di Moio oggi ripetuta da un altro ministro per caso, tal Bonetti.

Se poi si aggiunge l’ennesima, non sappiamo come chiamarla, bonariamente chiamiamola dichiarazione, del vice segretario del Pd Orlando: “ in pochi giorni stanziati più soldi di una manovra”… la vera preoccupazione è che il tutto significhi che indietro ci vada tutto il Paese.

Infatti la manovra approvata ieri dal governo è totalmente a debito e quindi i soldi si sono semplicemente stanziati sul debito da pagarsi in aggiunta a quello già cospicuo.

La preoccupazione è che possa riaccadere quello che rese celebri i regimi comunisti per i quali siccome i poveri non dovevano essere lasciati soli… tutti divennero poveri.

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La concreta capacità cancella le polemiche.

Assolutamente giusto non aizzare polemiche.

Assolutamente indispensabile concretizzare azioni con comportamenti seri.

Legittimo chiedersi qualche come mai.

Doveroso sottolineare qualche però.

Immodesto suggerire qualche bisogna fare.

Con calma e con ordine poniamo le considerazioni.

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