Fatti e Commenti

pensieri sull'attualità

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Brescia: fatti non parole.

Hanno telefonato al Sindaco di Brescia. Le massime autorità.

Invero in questi giorni le massime autorità hanno chiamato tanti in giro per l’Italia.

Allora serve che ci siano fatti, visto che non ci sono stati.

Brescia esclusa dal Governo sul rinvio di pagamenti fiscali.

Brescia bloccata dalla Regione nella realizzazione di un ospedale in Fiera, dopo che per prima ne aveva pensato.

Ospedali aggiuntivi a Cremona, Piacenza, Bergamo e Milano.

Che ci facciano sapere che ci staranno vicini è assolutamente inutile, quello che sarebbe servito sarebbero stati i fatti, che peraltro sarebbero ancora necessari.

Ma la ripetizione dei verbi declinati al condizionale è il dramma che viviamo e non uno scioglilingua.

Caro Sindaco bisogna rendersi conto di questa situazione e visto che abbiamo un ottimo Sindaco ecco un appello.

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I “runners” della stupidità si allenano sempre… ma non sono quelli che corrono.

Bisognerebbe pensare in drammatiche situazioni che l’acrimonia e l’odio si mettessero un passo indietro.

Invece basta leggere in giro e si continuano a moltiplicare i soliti pensieri.

Berlusconi dona una valanga di soldi? Tanto è un ladro.

Bertolaso dedica le sue competenze gratuitamente? Ma va, è forse santo?

Ci fermiamo qui perché l’elenco potrebbe annoiare per la lunghezza.

Fortunatamente le buone notizie contestate o irrise si uniscono a tante altre buone notizie.

E soprattutto buone azioni.

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L’Europa deve esserci.

I buoni principi per cui l’Unione europea nacque devono prepotentemente riemergere.

Non abbiamo più quei grandi politici che la immaginarono, la fondarono e la forgiarono per superare quelle distruzioni e quelle divisioni che la drammatica tragicità della II guerra mondiale avevano lasciato.

Con il tempo la forgiatura ha subito il logorio della fatica e l’abilità di quelli che avrebbero dovuto curarla essa pure è venuta meno.

Oggi si richiede che si rinnovi lo spirito unitario e collaborativo che la fece sorgere.

Serve che si utilizzino tutte le risorse.

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Egregio viceministro dell’Economia: è stato eletto a Brescia.

Purtroppo è meglio ritornare alla realtà perché speriamo fra breve sarà opportuno attrezzarsi per la ripresa e speriamo anche per fornire il Paese di un personale politico adeguato.

Quindi conoscere e ricordarsi può essere un buon impegno in questo periodo nel quale restare a casa per molti è obbligatorio.

Certo pensando con riconoscenza a quelli che negli ospedali rischiano davvero per garantire assistenza, a tutti i volontari delle ambulanze, alle forze dell’ordine, a chi ci garantisce tutti gli altri servizi essenziali.

Ma veniamo al punto del titolo.

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il meraviglioso combinarsi delle lettere

Da oggi inizia un racconto che ne unisce tanti in una unica storia.

Un racconto a puntate che parla di due persone, di amore, di dubbi, di ansie e di gioie.

Insomma restiamo in tema di “fatti”, abbandonando le recriminazioni, i consigli e le presunzioni… cambiamo solo registro…

Ma restiamo in tema di “fatti” perché parliamo degli accadimenti della vita forse di tanti o magari di pochi o anche di tutti… si racconta d’amore… con complicazione.
Racconti in un racconto di intricati sentimenti e complessi pensieri.

Vediamo cosa succede.

Fra qualche giorno le opinioni di chi legge “saranno, sarebbero” gradite e necessarie per dare informazioni a chi lo ha scritto e poi perché altrimenti potremmo ritornare alla quotidianità delle tragedie con maggior sollecitudine… e non vuole essere una minaccia.

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Alitalia. L’ennesimo furto, nemmeno con destrezza, del governo e dei sindacati.

Ma chi sono questi dipendenti di Alitalia?

Nella manovra del governo che è un “improduttivo regalo”, che ci farà pagare ulteriori miliardi di debito, ci sono altri 600 milioni per Alitalia.

Che in certi posti si debba essere raccomandati per arrivarci è noto, ma è altrettanto evidente che questi di Alitalia, chiunque comandi, ci sono costati talmente tanto che avremmo potuto sostenere migliaia di piccole imprese con le loro famiglie e migliaia di lavoratori che hanno perso il lavoro in tutta Italia.

Praticamente dal 2008 ad oggi noi cittadini siamo stati derubati di oltre 10 miliardi di euro per mantenere, tra l’altro con lauti stipendi, circa 10.000 dipendenti Alitalia.

Una vergogna.

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Nessuno deve stare indietro…

Affermazione del ministro Di Moio oggi ripetuta da un altro ministro per caso, tal Bonetti.

Se poi si aggiunge l’ennesima, non sappiamo come chiamarla, bonariamente chiamiamola dichiarazione, del vice segretario del Pd Orlando: “ in pochi giorni stanziati più soldi di una manovra”… la vera preoccupazione è che il tutto significhi che indietro ci vada tutto il Paese.

Infatti la manovra approvata ieri dal governo è totalmente a debito e quindi i soldi si sono semplicemente stanziati sul debito da pagarsi in aggiunta a quello già cospicuo.

La preoccupazione è che possa riaccadere quello che rese celebri i regimi comunisti per i quali siccome i poveri non dovevano essere lasciati soli… tutti divennero poveri.

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La concreta capacità cancella le polemiche.

Assolutamente giusto non aizzare polemiche.

Assolutamente indispensabile concretizzare azioni con comportamenti seri.

Legittimo chiedersi qualche come mai.

Doveroso sottolineare qualche però.

Immodesto suggerire qualche bisogna fare.

Con calma e con ordine poniamo le considerazioni.

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Superare il disastro significa anche essere pronti e preparati alle conseguenze.

Può sembrare inopportuno non concentrarsi sui problemi dell’oggi, ma una organizzazione politica e statale ha al suo interno compiti diversi e doveri diversi.

Il Governo deve fronteggiare con i provvedimenti più opportuni l’emergenza non facile da gestire vista l’impreparazione perché affronta una insidia infida e quindi non solo addebitabile alla sua modestia.

Il Parlamento, dopo aver fornito gli strumenti di legge per utilizzare quante più risorse possibili, dovrebbe dedicarsi nel confronto con i problemi che caratterizzeranno il dopo.

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Bravo Presidente…

Che il Presidente della Repubblica abbia con insolita prontezza e altrettanto insolita durezza risposto alle improvvide parole della Presidente della Banca centrale Europea è cosa buona.

Certo agire anche prima non sarebbe stato disdicevole.

Poi preoccupa ci siano state dolci e suadenti correzioni anche da parte dei vertici della Commissione Europea.

Il dolcetto solitamente si da o per invogliare a comportarsi bene o perché ci si è comportati sempre bene.

E questo non ci tranquillizza.

Ma andiamo con ordine.

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