Fatti e Commenti

pensieri sull'attualità

Mese: Aprile 2020 (page 3 of 3)

Venerdì Santo in un tempo difficile e tragico.

Athleta noster.

Così San Bonaventura descrive Cristo che ha lottato con il male e con la morte per riscattare la libertà degli uomini.

Vincendo nel sacrificio di tutto sé stesso per tutto il suo popolo.

L’esercito di Cristo che si caro costò a riarmar, dice Dante nel dodicesimo canto del Paradiso e poi prosegue rassicurandoci …lo’mperador che sempre regna provide la milizia.

Il racconto di secoli di cultura sovrasta il buio con la incorruttibile luce della certezza.

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La storia del mugugno.

Una volta a Genova esistevano due livelli di salario per i portuali.

Alcuni l’avevano maggiore di altri.

Non è che fosse determinato dalle preferenze dei “padroni”, ma una “scelta” dei lavoratori.

Prendevano di meno quelli che sceglievano di avere diritto al mugugno.

Prendevano di più quelli che non avevano diritto al mugugno.

Il mugugno è una tipica espressione genovese che significa: manifestazione di scontento espressa a mezza voce.

Può non sembrare bello… ed in effetti non è bello…

Ma cosa c’entra con l’oggi?

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Avanti un’altra.

Una ennesima azienda italiana ha trasferito in questi giorni la sua sede legale in Olanda.

Ovviamente legittimo e consentito dalle leggi, ma è altrettanto legittimo e consentito chiedersi perché le leggi lo consentano.

Comodità nel controllo delle proprie partecipazioni grazie a leggi societarie più agilmente benevole verso le maggioranze relative non sono l’unico motivo.

Il motivo sono i risparmi nella tassazione sugli utili finanziari e la conseguente possibilità di distribuire dividendi maggiori.

Allora varrebbe la pena che ci sia una mossa della politica.

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Arlecchino e Stenterello. Maschere di Lombardia e Toscana.

Ci mancano i maestri.

E mai come oggi possiamo dire che non esiste la storia, ma esistono le storie.

Le mascherine obbligatorie in Lombardia oggetto di frizzi e lazzi dei soliti noti sono le stesse della Toscana che i soliti noti non criticano visto che a sceglierle è un loro “sodale”.

Questione di appartenenza politica.

Poi abbiamo il capo della protezione civile che dice che per lui è sufficiente il distanziamento sociale.

Sembrerebbe un disquisire da poveracci, modesti nel pensiero, su uno stupido argomento.

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I soldi non sono tutto.

Cura Italia speriamo non sia un elenco di norme a cui, ad ognuna, sia appiccicata una spesa senza che sia fortemente ed immediatamente connessa la sua produttiva azione.

Insomma, spendere non è utile in sé.

Ancor più quando i soldi non sono nel proprio conto, ma sul conto del futuro: insomma in debito.

Anche le migliori intenzioni possono portare comunque al disastro, figuriamoci con intenzioni non fortemente indirizzate a scopi certi.

Allora serve che il confronto sulle norme sia il più possibile attento, allargato alle proposte di tutti, destinato ad una gestione prossima all’utilizzatore… e soprattutto legato ai fatti e non alle stesse norme.

Indispensabile il ruolo della politica affinché non accada quello che abbiamo denunciato 15 giorni fa di una norma fissata ad un momento ma approvata quando la situazione era completamente diversa.

Una questione di metodo. Spieghiamoci.

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Il principio di precauzione.

Significa semplicemente prendere un alto livello di protezione di fronte ad un pericolo per l’ambiente o per la salute umana.

È citato persino in un articolo del trattato di funzionamento dell’Unione europea.

Avrebbe dovuto essere attuato da molti fra i governanti.

Ma, più modestamente, dovrebbe essere attuato, prima di scrivere insolenze, dalla miriade di tifosi che in questi giorni si scagliano contro i politici dell’altra sponda brandendo la certezza della loro ragione.

E tra l’altro l’attenzione almeno alle parole che si usano nell’accusa dovrebbe essere facilitata dalla difficoltà nell’individuare correttezza e saggezza assoluta nei comportamenti sia a destra che a sinistra.

Ma anche quest’ultima affermazione potrebbe apparire superficialmente presuntuosa, anche se magari qualche suggerimento non è mai mancato… e per tempo benché non si avessero responsabilità.

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Due orsi e mille virologi.

L’altro giorno sono comparsi due orsi e, rispetto a quale fonte di informazione leggi, non si capisce dove abbiano combinato cosa.

Invece uno ha combinato di mangiare due pecore e l’altro un po’ di galline.

Uno in Val Camonica ed uno nel Trentino della Paganella.

Insomma distanti e cose diverse.

Su due orsi che combinano quello che normalmente fanno quando hanno fame versioni diverse.

Con tutti i virologi in circolazione, ed in gran spolvero, le versioni sono mille.

Il guaio è che i soliti politici si attaccano inutilmente e pericolosamente a quello che serve meglio la loro causa.

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Una casalinga per l’Europa.

Nelle famiglie di un tempo era spesso la mamma che teneva conto delle spese e che faceva di conto per reggere le sorti.

Ed era spesso il nucleo allargato della famiglia che poteva sostenere qualche figlio, fratello o sorella in difficoltà.

In questi giorni tanti economisti, tanti politici, tanti qualunque si destreggiano su quanto dovrebbe fare l’Europa.

Coronabond, banca centrale, banca degli investimenti… quant’altro.

Una casalinga di una volta potrebbe suggerire cose semplici.

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Polveri sottili: che scherzo.

Traffico inesistente, produzione pressoché ferma.

Nella pianura padana, persino a Firenze, le polveri sottili sono schizzate verso livelli considerati d’allarme.

A Roma anche.

In questi giorni non c’è troppo tempo per dedicarsi ai soliti temi che tenevano desti gli animi puri e piene le pagine dei giornali, ma accadono cose.

Ci sarebbe da far polemica, ma molto più saggiamente ci sarebbe da far notare come la moderazione nelle fobie e negli atteggiamenti meriterebbe di essere sempre applicata.

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Il significato del bene

In questi giorni tremendi e difficili sono arrivati in soccorso a Brescia medici e infermieri albanesi.

Il loro Primo Ministro ci ha detto che non potevano non rispettare il dovere morale di aiutare chi li aveva aiutati.

Il sito dell’Esercito italiano ci informa, fra le missioni all’estero concluse, della “Missione Pellicano”.

Era il 16 settembre 1991 e i nostri militari di leva, disarmati, arrivarono in Albania dove trasporteranno 90.659 tonnellate di generi vari, solo nei primi mesi, sosterranno le esigenze mediche della popolazione e la distribuzione di farmaci.

L’Albania era una nazione carcere distrutta e portata allo stremo da uno dei peggiori regimi comunisti che la storia ricordi.

In Italia il Presidente del Consiglio era Giulio Andreotti.

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