di Eugenio Baresi
Potremmo fare a meno di scrivere cosa sta succedendo all’Arcellor Mittal e lasciare i link di quanto avevamo qui già scritto dal novembe dello scorso anno.
Avevamo tutto previsto.
Per contro è certo paradossale la dichiarazione nel settembre 2018 dell’allora ministro dello sviluppo economico Di Maio: “In tre mesi abbiamo risolto la crisi dell’ILVA”.
Hanno risolto talmente bene che dopo qualche mese hanno fornito ai franco indiani l’occasione di togliersi dai piedi a scapito di tutti noi.
Ovvio nelle intemerate scelte del governo la magistratura non si è sottratta nel fare politica di parte… come sempre dannosa.
E così inizia il disastro.
Per non ammettere la stupidità delle azioni del suo governo il presidente del coniglio ha lanciato il proclama di una battaglia giudiziaria epocale.
Salvo, con una faccia di bronzo impareggiabile, evitare qualsiasi discussione e accucciarsi poco dopo.
Tanto chi paga sono i cittadini italiani, non certo i governanti così ben mantenuti e accomodati sui soffici velluti.
Infine oggi quella irresponsabilità ha consentito ai franco indiani di alzare ulteriormente il prezzo con la scusa della pandemia e grazie anche e appunto al fatto che erano stati sciaguratamente liberati dall’obbbligo di acquisto per le scellerate scelte prima ricordate.
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Le proposte del comitato Colao. Leggete fino in fondo… lì trovate la parte più bella… e più drammatica.
di Eugenio Baresi.
Queste sono le parole esatte della premessa della relazione Colao:
“Il Comitato di esperti in materia economica e sociale (istituito con DPCM del 10 aprile 2020) ha presentato al Presidente del Consiglio dei Ministri un rapporto preliminare e sintetico di descrizione della visione d’insieme, della metodologia adottata e delle proposte in corso di elaborazione.
Oltre che far leva sulle competenze e le professionalità in esso rappresentate, ha condotto un’attività serrata di consultazione e confronto con ben oltre 200 esponenti del mondo economico e sociale, nonché con rappresentanti della Commissione europea e di numerosi Ministeri, ricevendo e analizzando oltre 500 contributi scritti”.
Ed ecco le proposte elaborate dal comitato Colao.
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