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pensieri sull'attualità

Categoria: Esteri (page 2 of 5)

Le cinque stelle dell’imbroglio.

di Eugenio Baresi

Leggendo qua e là, ascoltando più o meno, pare che il guaio gravissimo che ci hanno mandato dalla Cina sia un prodotto interno che la propaganda vicendevolmente appioppa a Conte o a Salvini… in base agli schieramenti dei tifosi.

La cosa incredibile è che nessuno ne indica con forza riprovevole la provenienza, ma non solo, nessuno ne indica la irresponsabile e colpevole gestione che ha nascosto il devastante rischio proprio dove è nato.

Ma si sa, l’importante è avere convenienze ed allora si possono anche nascondere tante cose.

Però ci tengono informati di quanto sia colto ed erudito il capo supremo: Xi Jinping.

In stretta collaborazione con la propaganda e la diplomazia dell’imbroglio cinese.

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Una casalinga per l’Europa.

Nelle famiglie di un tempo era spesso la mamma che teneva conto delle spese e che faceva di conto per reggere le sorti.

Ed era spesso il nucleo allargato della famiglia che poteva sostenere qualche figlio, fratello o sorella in difficoltà.

In questi giorni tanti economisti, tanti politici, tanti qualunque si destreggiano su quanto dovrebbe fare l’Europa.

Coronabond, banca centrale, banca degli investimenti… quant’altro.

Una casalinga di una volta potrebbe suggerire cose semplici.

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Europa: perché è così difficile dire come stanno le cose?

Quando nacque il primo nucleo della Comunità Europea si usciva dalla guerra, si manifestavano alti valori morali, si presentavano uomini colti e preparati.

Konrad Adenauer, Alcide De Gasperi e Robert Schuman, tre democratico cristiani, realizzarono una unione di stati che per centinaia di anni si erano combattuti, si erano vicendevolmente impossessati di reciproci territori, si erano lasciati alle loro spalle migliaia e migliaia di morti.

L’Europa nacque sul profondo rispetto fra persone che misero in gioco sé stessi per raggiungere uno storico risultato.

Con gli anni sono cambiati gli uomini e ovviamente le situazioni.

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L’Europa deve esserci.

I buoni principi per cui l’Unione europea nacque devono prepotentemente riemergere.

Non abbiamo più quei grandi politici che la immaginarono, la fondarono e la forgiarono per superare quelle distruzioni e quelle divisioni che la drammatica tragicità della II guerra mondiale avevano lasciato.

Con il tempo la forgiatura ha subito il logorio della fatica e l’abilità di quelli che avrebbero dovuto curarla essa pure è venuta meno.

Oggi si richiede che si rinnovi lo spirito unitario e collaborativo che la fece sorgere.

Serve che si utilizzino tutte le risorse.

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Superare il disastro significa anche essere pronti e preparati alle conseguenze.

Può sembrare inopportuno non concentrarsi sui problemi dell’oggi, ma una organizzazione politica e statale ha al suo interno compiti diversi e doveri diversi.

Il Governo deve fronteggiare con i provvedimenti più opportuni l’emergenza non facile da gestire vista l’impreparazione perché affronta una insidia infida e quindi non solo addebitabile alla sua modestia.

Il Parlamento, dopo aver fornito gli strumenti di legge per utilizzare quante più risorse possibili, dovrebbe dedicarsi nel confronto con i problemi che caratterizzeranno il dopo.

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Bravo Presidente…

Che il Presidente della Repubblica abbia con insolita prontezza e altrettanto insolita durezza risposto alle improvvide parole della Presidente della Banca centrale Europea è cosa buona.

Certo agire anche prima non sarebbe stato disdicevole.

Poi preoccupa ci siano state dolci e suadenti correzioni anche da parte dei vertici della Commissione Europea.

Il dolcetto solitamente si da o per invogliare a comportarsi bene o perché ci si è comportati sempre bene.

E questo non ci tranquillizza.

Ma andiamo con ordine.

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Turchia e scellerate scelte dell’Europa franco tedesca.

Nel 2004 a Roma, nella sala degli Orazi e dei Curiazi in Campidoglio, il Presidente Turco Tayyip Erdogan firma la Costituzione Europea.

Una cerimonia simbolicamente in quella stessa stanza dove nel 1957 si era firmato il trattato costitutivo della CEE, la Commissione Economica Europea, che dava il via alla prima unione dei sei Paesi fondatori.

I vari Paesi europei sottoscrivono, in ordine alfabetico secondo la denominazione del loro Paese, dal Belgio alla Turchia.

Quest’ultima non formalmente nell’Unione, ma in attesa di essere accolta.

Un evento che poteva cambiare davvero il futuro.

E simbolicamente, appunto in quella sontuosa stanza, il turco Erdogan firmava, per sottile volontà del destino, sotto la statua del Papa Innocenzo X: un pontefice romano ed un leader mussulmano.

Ma poi cosa è successo?

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Un personaggio dannoso… potremmo insegnargli almeno l’educazione.

C’è un signore, tale Valdis Dombrovskis, che tutte le volte che parla fa danni al nostro Paese.

Benché sia il vice presidente della commissione europea sarebbe ora che ci fosse un Governo italiano che quanto meno insegnasse l’educazione ed il rispetto delle proporzioni.

Il signore sopra citato continua a fare dichiarazioni contro le decisioni che i vari governi italiani vanno facendo.

Quelli democratici si adeguano, quello brevissimo giallo verde voleva non adeguarsi, ma era incapace.

Ma spieghiamoci.

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Una occasione.

Non si vuole apparire sconsideratamente insensibili e cinici, ma quanto accade in Cina potrebbe essere una ottima occasione per ripensare le logiche della produzione e di chi deve guadagnare.

Molto semplicemente, quelli certamente cinici e attenti alla loro esclusiva utilità, potrebbero rendersi conto che investire in un regime dittatoriale non è poi così conveniente.

Certo il costo del lavoro è modestissimo, le diatribe sindacali assenti, l’immediatezza delle decisioni è garantita, ma… ma quando non si vuole che nessuno controlli esiste l’imponderabile.

I virus.

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Soccorso Rosso… ma non solo, e senza vergogna.

Se la Repubblica Popolare Cinese non fosse una dittatura comunista immediatamente si sarebbe conosciuto cosa stava accadendo.

Invece “il sole dell’avvenire” asiatico ha pensato bene di non rovinare la prospettiva del luminoso cammino per il suo popolo.

Pare che questa volta non ci sia riuscito nonostante il suo indomito impegno.

Così un povero dottore, Li Wenliang, che aveva denunciato la pericolosità del nuovo virus ha subito minacce, è stato allontanato dall’ospedale, è stato accusato dalle autorità statali di minare la sicurezza nazionale.

Poi però è scoppiato un problema mondiale e Li pare anche lui morto.

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