Qualche giorno fa, il presidente della Bce Mario Draghi, ha affermato una semplice cosa: chi ha responsabilità deve essere competente.
Tutti i corifei della disinformazione hanno ovviamente raccontato questo magnifico messaggio.
Ma per chi vale?
Nel nostro Paese siamo finiti in mano a gente che l’unica competenza posseduta pare essere nel non aver mai fatto nulla.
Naturalmente in questa situazione siamo finiti perché tutto quello che si è raccontato ai cittadini è stato indirizzato per fare in modo che fosse giusto il cosiddetto “nuovo” e che la “casta” fosse da abbattere.
Per raccontare cosa invece è accaduto può essere sufficiente passeggiare in Transatlantico.
Una volta il corridoio nel quale i deputati attendevano i lavori dell’aula era protagonista di discussioni e confronti fra i deputati e fra chi aveva ottenuto il permesso di recarsi in quel luogo per illustrare proposte ed esigenze delle più diverse componenti economiche, culturali e sociali.
Tutto sotto gli occhi di tutti e non erano affaristi vergognosi.
Oggi non c’è nessuno, tanto non serve illustrare e convincere.
Il parlamento è composto da gente nominata proprio da chi ha favorito la nascita di questo “nuovo”.
Quando si dice nominata si dice perché non sono più i voti dei cittadini necessari per essere eletti, ma la posizione in lista stabilita da chi ha in mano il movimento od il partito… e prima ancora è necessario essere talmente succubi da essere messi in lista.
In tutto questo la competenza non serve, anzi sarebbe un danno.
Infatti non avendo mai lavorato, come accade alla larga maggioranza degli eletti, l’interesse primario è lì starci per il maggior numero di anni possibile per incassare quello che altrimenti si sarebbe incassato in cento vite di quasi nullafacenti.
A proposito: la competenza non sta nel numero dei titoli accademici, sta anche e semplicemente nella conoscenza del lavoro, nello sperimentare e superare le difficoltà del quotidiano lavoro, nel sorridere per le soddisfazioni del lavoro e nel soffrire per le sconfitte che si affrontano in una vita di lavoro.
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