Fatti e Commenti

pensieri sull'attualità

Autore: Eugenio Baresi (page 7 of 30)

L’incredibile vaneggiare della politica estera.

di Eugenio Baresi

Immaginare che facendo i furbi si ottengano risultati è pura irresponsabilità.

L’ultima ed ennesima trovata di dare milioni di euro a dei terroristi assassini e nemmeno farlo con discrezione è da dementi.

Vero che la nostra posizione con il terrorismo arabo di grande prudenza e di interlocuzione sia di vecchia memoria e nella storia dei comportamenti.

Ma la fermezza non era mai mancata.

Negli ultimi anni vi è stata accondiscendenza… e questo è pericoloso.

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Numeri, antipatie e i soliti inganni.

di Eugenio Baresi

Che ci siano personaggi che sono più o meno simpatici parrebbe ovvio.

Le simpatie sono soggettive.

Ma i numeri dovrebbero essere quello che sono.

Insomma se il numero è quello, ed è stabilito dai fatti, resta quello al di là di ogni simpatia.

Ascoltando e leggendo la cosiddetta informazione pare che ci siano due Paesi al mondo dove il virus sta facendo sfracelli inenarrabili per colpa dei due Presidenti.

Che ovviamente sono antipaticissimi al politicamente corretto. Trump e Bolsonaro.

Poi leggi i numeri e ti chiedi se non sai più fare di conto o se, per l’ennesima volta, l’informazione non è più nemmeno cosiddetta, ma semplicemente un inganno.

Veniamo ai numeri.

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Senza guida.

di Eugenio Baresi

Non si tratta di essere contro, si tratta di registrare i fatti.

Governo, Parlamento, Regioni… ognuno o fa danni o non fa nulla.

Ci hanno salvato i Sindaci, gli unici che pur con modeste risorse hanno cercato di dare risposte, di resistere alla pressione degli eventi, di offrire tutto quanto era nel loro potere.

Non è quindi schierarsi in una facile critica per appartenenza ad una parte, è semplicemente sottolineare quell’unica forza che ci è rimasta e che appartiene alla storia del nostro Paese: le autonomie locali.

Quelle autonomie che, pur abbandonate, non abbandonano i loro cittadini.

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9 maggio 1978

di Eugenio Baresi

Restituite alla libertà, alla sua famiglia, alla vita civile l’onorevole Aldo Moro… uomo buono ed onesto”.

Le parole di Paolo VI quel drammatico giorno trovarono invece una risposta nell’odio.

La notizia del ritrovamento in via Caetani era giunta da poco e, per quelle cose segnate dal caso che accadono e che segnano il ricordo per tutta la vita, mi ritrovai nello studio di Benigno Zaccagnini, segretario nazionale della Democrazia Cristiana.

Lì, in piazza del Gesù, erano tutti i più importanti e storici esponenti della Dc.

Trovarsi in quel luogo, in quel drammatico tempo, essendo un nulla, non può dimenticarsi.

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Raziocinio, serve solo il raziocinio.

di Eugenio Baresi

Quasi tutti i prodotti ortofrutticoli italiani non arriverebbero mai dai fruttivendoli e poi a casa di ognuno se non ci fossero gli irregolari che li raccolgono.

Detta così dovrebbe sconvolgere… ed è proprio così.

L’ulteriore fatto insopportabile e indecoroso è che sono sottopagati e sfruttati.

Ma lo sono perché le tasse dello Stato impediscono ogni altra forma di salario se si vuole essere sul mercato.

Allora tutti questi incapaci che governano, alcuni ininterrotamente da quasi dieci anni, non hanno nulla da rimproverarsi?

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La democrazia e le decisioni politiche.

di Eugenio Baresi

Ieri mentre ci si attardava su di un improbabile ministro italiano alle prese con un magistrato, un ennesimo episodio dimostra come sia urgente ritornare ai principi di uno Stato democratico.

Anche in Europa.

La Corte Costituzionale tedesca stabiliva che entro tre mesi si deve accertare se vi è proporzionalità in un meccanismo di intervento economico della Banca Centrale Europea.

Ora di costituzionalisti per quanto ci riguarda in Italia ne abbiamo già troppi, quindi non ne cerchiamo per la Germania.

Ma la semplice logica impone di far osservare come le decisioni politiche restino da affidarsi alla politica.

Non può esistere Costituzione che valuta quanto sia necessario fare proporzionalmente.

Le valutazioni sono della politica.

Purtroppo la politica è debole ovunque e questo ci riporta in Italia.

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Politica e giustizia giustizialisti: dannosi e pericolosi.

di Eugenio Baresi

Semplicemente o il ministro Bonafede imbroglia sui fatti o il magistrato Di Matteo imbroglia sui fatti.

Non c’è una terza opzione.

Ed allora abbiamo il diritto di sapere chi è falso.

Il ministro non può pretendere che la sua parola valga come smentita quando non ha mai accettato che la parola di altri valesse da subito, ma da subito pretendendo dagli altri le dimissioni.

Il magistrato non può pretendere che gli si creda a prescindere quando il suo agire è sempre stato nello svillaneggiare gli atti dei politici, fino ad ora di politici non dalla parte dei giustizialisti.

Entrambi contro la semplice regola democratica che non si è colpevoli fino a definitiva condanna… poi da noi pure in questo caso vale il dubbio.

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Responsabilità.

di Eugenio Baresi

Come purtroppo per molte cose che accadono mai si potrà conoscere di certo l’origine del maledetto virus.

Errore di laboratorio o evento naturale.

Comunque sia la responsabilità irresponsabile nel non aver fornito tempestivamente tutte le informazioni su quanto stava accadendo è sufficientemente certo.

Si spera sia acquisito il pericolo di affidarsi ad un regime che nulla ha di libero e democratico.

Allora la responsabile responsabilità dovrebbe rimodulare fortemente i rapporti industriali e commerciali.

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La falange della fazione.

di Eugenio Baresi

Avere delle idee non è certo una stranezza che possa portare imbarazzo.

E proprio avendo idee si comprende che possono essercene di diverse non per questo riprovevoli o possono esserci portatori di idee normalmente confliggenti, ma a volte coincidenti.

Così la parte conclusiva di questo scritto è la più utile.

Il problema del nostro Paese sta tutto nella certezza assoluta della ragione che ogni parte manifesta.

Magari senza idee, ma certamente con la convinzione della propria ragione.

Così dalla politica alla informazione non esiste la logica del confronto, ma quella dell’affermazione.

Persino i sondaggi non sono una empirica verifica del pensiero dei cittadini, ma diventano la conferma del sostegno per la propria causa.

Incredibile.

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Rispetto e verità contro oltraggio e silenzio.

di Eugenio Baresi

Con costernazione queste righe sono necessarie.

Il Comune di Napoli nella celebrazione del I Maggio ha usato il tragicamente celebre motto nazista che accoglieva i deportati ad Auschwitz: il lavoro rende liberi.

Poi di fronte alle proteste della comunità ebraica… si è “scusato”… una svista.

Non può commettersi un simile insulto e non può essere derubricato ad errore.

Ma neppure può essere nascosto dall’informazione e dalla politica.

Sono passati alcuni giorni e si è voluto consentire il tempo per una riprovazione che avrebbe dovuto essere unanime ed elevata.

L’attesa è stata vana.

Per l’ennesima volta la dimostrazione di come il rispetto democratico ed antifascista sia opzionale e interpretato secondo le convenienze.

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