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pensieri sull'attualità

Categoria: Economia (page 3 of 6)

L’Europa deve esserci.

I buoni principi per cui l’Unione europea nacque devono prepotentemente riemergere.

Non abbiamo più quei grandi politici che la immaginarono, la fondarono e la forgiarono per superare quelle distruzioni e quelle divisioni che la drammatica tragicità della II guerra mondiale avevano lasciato.

Con il tempo la forgiatura ha subito il logorio della fatica e l’abilità di quelli che avrebbero dovuto curarla essa pure è venuta meno.

Oggi si richiede che si rinnovi lo spirito unitario e collaborativo che la fece sorgere.

Serve che si utilizzino tutte le risorse.

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Alitalia. L’ennesimo furto, nemmeno con destrezza, del governo e dei sindacati.

Ma chi sono questi dipendenti di Alitalia?

Nella manovra del governo che è un “improduttivo regalo”, che ci farà pagare ulteriori miliardi di debito, ci sono altri 600 milioni per Alitalia.

Che in certi posti si debba essere raccomandati per arrivarci è noto, ma è altrettanto evidente che questi di Alitalia, chiunque comandi, ci sono costati talmente tanto che avremmo potuto sostenere migliaia di piccole imprese con le loro famiglie e migliaia di lavoratori che hanno perso il lavoro in tutta Italia.

Praticamente dal 2008 ad oggi noi cittadini siamo stati derubati di oltre 10 miliardi di euro per mantenere, tra l’altro con lauti stipendi, circa 10.000 dipendenti Alitalia.

Una vergogna.

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Nessuno deve stare indietro…

Affermazione del ministro Di Moio oggi ripetuta da un altro ministro per caso, tal Bonetti.

Se poi si aggiunge l’ennesima, non sappiamo come chiamarla, bonariamente chiamiamola dichiarazione, del vice segretario del Pd Orlando: “ in pochi giorni stanziati più soldi di una manovra”… la vera preoccupazione è che il tutto significhi che indietro ci vada tutto il Paese.

Infatti la manovra approvata ieri dal governo è totalmente a debito e quindi i soldi si sono semplicemente stanziati sul debito da pagarsi in aggiunta a quello già cospicuo.

La preoccupazione è che possa riaccadere quello che rese celebri i regimi comunisti per i quali siccome i poveri non dovevano essere lasciati soli… tutti divennero poveri.

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Bravo Presidente…

Che il Presidente della Repubblica abbia con insolita prontezza e altrettanto insolita durezza risposto alle improvvide parole della Presidente della Banca centrale Europea è cosa buona.

Certo agire anche prima non sarebbe stato disdicevole.

Poi preoccupa ci siano state dolci e suadenti correzioni anche da parte dei vertici della Commissione Europea.

Il dolcetto solitamente si da o per invogliare a comportarsi bene o perché ci si è comportati sempre bene.

E questo non ci tranquillizza.

Ma andiamo con ordine.

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L’amore e la collaborazione.

La tecnica e la produzione sono indispensabili nei momenti difficili.

Una macchina può avvolgere nella tranquillità, nell’essere immersi nell’aria buona essenziale al cuore.

E l’amore di un buon cuore è proprio quello che con concreta solidarietà ha portato una piccola grande azienda a dedicarsi con impegno e passione a produrre, senza sosta, quelle macchine.

Collaborando con tecnici militari dell’Esercito.

Con la solidarietà che non porta a pensare ai propri guadagni.

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Misure importanti e soldi ben spesi.

Bisogna anche pensare a cosa fare non solo in termini sanitari e di salute pubblica.

Di quello la competenza deve restare ai competenti.

Di quello che serve e servirà per preservare e promuovere l’economia deve esserci immediatezza e concretezza da parte dei politici, da parte di quella parte del governo che deve programmare.

Una cosa appare con evidenza anche se magari è pure coincidenza.

L’area più inquinata nel nostro Paese è la stessa che ha subito la maggiore diffusione del virus.

Certo è anche quella più aperta al Mondo visto la sua importante produzione e vivace economia.

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Un virus positivamente idealista…

Non è uno scherzo anche se immaginiamo non piaccia il pensiero.

Non lo è certamente e appunto per i problemi che causa, ma non lo è nella provocazione.

Dei primi siamo già informati, della seconda diciamo “due cose”.

L’evidenza che maggiormente emerge è la caduta del modello globalizzato.

Probabilmente la produzione dovrà tornare ad essere più distribuita e meno concentrata nell’unico interesse di chi guadagna.

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Il problema delle scelte economiche.

Che riguardo alle scelte di prevenzione sanitaria non si debba troppo discutere delle scelte del governo è assolutamente necessario e già ne abbiamo parlato.

Diverso il discutere delle scelte economiche che invece devono essere assunte e che interessano il futuro del Paese nella prospettiva in modo ancor più drammatico.

Qualche norma è già stata elaborata e approvata immaginando di ingrandire il debito e ne serviranno altre.

Servirebbe soprattutto, come già abbiamo sottolineato, che però si immaginasse anche una razionalizzazione delle spese enormi che provvedimenti o inutili o dannosi hanno creato.

C’è però un terrore ulteriore.

Il presidente del coniglio ha nominato due nuovi consulenti economici presso la presidenza del consiglio.

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Ci mancava il sindaco di Taranto.

Pare di essere in un Paese al contrario.

Proprio ieri si parlava dei Sindaci che sono stati zittiti e scioccamente non considerati dove servivano.

Ed ecco che a fronte di un accordo per transitare faticosamente una fabbrica strategica per il Paese in condizioni sicure dal punto di vista economico, produttivo ed ambientale arriva una ordinanza di chiusura sindacale.

Già il nuovo accordo costerà pesantemente per noi cittadini in conseguenza delle stupidità che lo hanno necessitato… ci manca anche un’altro…

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Un personaggio dannoso… potremmo insegnargli almeno l’educazione.

C’è un signore, tale Valdis Dombrovskis, che tutte le volte che parla fa danni al nostro Paese.

Benché sia il vice presidente della commissione europea sarebbe ora che ci fosse un Governo italiano che quanto meno insegnasse l’educazione ed il rispetto delle proporzioni.

Il signore sopra citato continua a fare dichiarazioni contro le decisioni che i vari governi italiani vanno facendo.

Quelli democratici si adeguano, quello brevissimo giallo verde voleva non adeguarsi, ma era incapace.

Ma spieghiamoci.

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