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pensieri sull'attualità

Categoria: Giustizia (page 2 of 5)

La giustizia e la cosa giusta.

di Eugenio Baresi

Domani si discuterà la sfiducia nei confronti del ministro della giustizia.

Anche questa volta si continua a guardare il nulla.

Il problema è ridare dignità alla politica.

Dignità rispetto a se stessa e dignità rispetto alla magistratura.

L’attuale ministro racchiude in sé i motivi che hanno condotto alla rovina.

Per convenienza ha esaltato comunque la ragione dei magistrati e per incapacità è rimasto vittima degli interessi dei magistrati.

Colpevole due volte.

Colpevole una terza perché penalizza e umilia quella parte sana della magistratura che è abbandonata senza la libertà di essere indipendente.

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La democrazia e le decisioni politiche.

di Eugenio Baresi

Ieri mentre ci si attardava su di un improbabile ministro italiano alle prese con un magistrato, un ennesimo episodio dimostra come sia urgente ritornare ai principi di uno Stato democratico.

Anche in Europa.

La Corte Costituzionale tedesca stabiliva che entro tre mesi si deve accertare se vi è proporzionalità in un meccanismo di intervento economico della Banca Centrale Europea.

Ora di costituzionalisti per quanto ci riguarda in Italia ne abbiamo già troppi, quindi non ne cerchiamo per la Germania.

Ma la semplice logica impone di far osservare come le decisioni politiche restino da affidarsi alla politica.

Non può esistere Costituzione che valuta quanto sia necessario fare proporzionalmente.

Le valutazioni sono della politica.

Purtroppo la politica è debole ovunque e questo ci riporta in Italia.

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Politica e giustizia giustizialisti: dannosi e pericolosi.

di Eugenio Baresi

Semplicemente o il ministro Bonafede imbroglia sui fatti o il magistrato Di Matteo imbroglia sui fatti.

Non c’è una terza opzione.

Ed allora abbiamo il diritto di sapere chi è falso.

Il ministro non può pretendere che la sua parola valga come smentita quando non ha mai accettato che la parola di altri valesse da subito, ma da subito pretendendo dagli altri le dimissioni.

Il magistrato non può pretendere che gli si creda a prescindere quando il suo agire è sempre stato nello svillaneggiare gli atti dei politici, fino ad ora di politici non dalla parte dei giustizialisti.

Entrambi contro la semplice regola democratica che non si è colpevoli fino a definitiva condanna… poi da noi pure in questo caso vale il dubbio.

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Non è possibile! Pugnalata alle spalle. Gli italiani non possono essere derubati.

di Eugenio Baresi

A carico dello Stato italiano la Corte di Appello del Tribunale civile di Roma ha stabilito in 330 milioni il risarcimento a favore della società Itavia per il disastro di Ustica.

Stiamo parlando di un drammatico episodio nella storia degli attentati del Paese, ed unico per il quale si è richiesta una responsabilità delle Istituzioni.

Le sentenze penali con certezza definiscono fantascienza immaginare eventi di guerra.

Ma sentenze civili che si basano su travisamento dei fatti rispetto alla realtà hanno portato alla decisione sopra riportata.

Meglio dire che i giudicanti civili per motivare quelle sentenze hanno modificato i fatti reali accertati penalmente.

Affermazione non indifferente, resa pubblica da tempo e portata a conoscenza con documentazione di prova.

Ne sono stati informati il Presidente della Cassazione, il Procuratore Generale della Cassazione, il Consiglio Superiore della Magistratura, le autorità di vari Governi.

Unica reazione quella del CSM che ha risposto di non essere competente perché le contestazioni fatte sono di natura giurisdizionale e non di natura disciplinare.

Non si capisce come non sia competenza, per tutelare l’ordinamento, accertare se sono vere o false le affermazioni che accusano sentenze di essere il risultato di travisamento.

Non è indifferente in generale, ma su questa vicenda è dirimente.

Il Procuratore Generale della Cassazione è il massimo organo responsabile dell’azione penale e viene da chiedersi come non sia interesse porre in essere alcun accertamento.

Le sentenze travisano o non sono vere le affermazioni di chi le considera frutto di tale azione?

Non è indifferente in generale, ma delle due l’una: o è vera una cosa o è vera l’altra?

Ancora sottolineiamo che stiamo parlando di uno dei più tremendi disastri nella storia italiana con relativo danno per i cittadini italiani fra i più gravi della storia italiana.

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I giustizieri dell’Italia.

di Eugenio Baresi

Leggi Le Monde, quotidiano francese, e in prima pagina appare il bilancio di quasi 12 mila decessi in ospedale e quasi 8 mila nelle case di ricovero.

Leggi El Pais, quotidiano spagnolo, e testualmente scrive: “Case di riposo, la strage dei più vulnerabili”.

Leggi As, ancora spagnolo, e tornando ai numeri ti dice che in Catalogna su 8 mila decessi, 3 mila sono nelle case di riposo.

Ci fermiamo qui.

Un conteggio drammatico, ma in nessun paese ci si immagina che quelle morti cattive e tragiche possano essere colpa di altri se non del Covid19.

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Il danno della disinformazione. Danno? Meglio non dire cosa si vorrebbe dire.

In diretta si è potuto assistere ad una parte della quotidiana conferenza stampa del governo cinese.

Incredibilmente i giornalisti leggevano la domanda e i ministri leggevano la risposta.

Insomma un imbroglio, nemmeno nascosto, l’imbroglio di un regime comunista dittatoriale.

In Italia i giornalisti si permettono di continuare a scrivere tanto spesso senza testa.

Ci sarà una via di mezzo?

Meglio, ci sarà finalmente un rifiuto verso chi è “sguaiato”?

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Siamo peggio del Venezuela.

Nemmeno in un paese come il Venezuela il presidente dittatore Maduro si permette di fare mettere sotto processo dalla magistratura compiacente il suo oppositore Guaidò.

Per vedere cose simili bisogna ritornare ai peggiori regimi del secolo scorso.

E non è una esagerazione.

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Quando ci sarà un rinvio a giudizio…

La faccia tosta di Lilli Gruber, ex parlamentare europea del Pd, è veramente da Premio Oscar.

Ha bloccato immediatamente ogni possibile accenno al presunto stupro di cui è accusato il figlio di Grillo dichiarando che essendo indagini ancora preliminari non se ne parla.

Peccato che abbia fatto trasmissioni su trasmissioni quando si trattava di parlare di indagini preliminari di persone che a lei non “piacevano”.

Fare l’elenco nominativo è superfluo, ma è sufficiente dire che la sua attenzione non è mai mancata per politici che non sono schierati con la sinistra sua amata.

La vergogna per chi ci insegna quotidianamente la democrazia ed il rifiuto dell’odio, come fa la Gruber, è un sentimento sconosciuto nella presunzione arrogante e faziosa di chi ha stabilito che il vero risiede in sé.

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La giustizia è da anni una parodia di sé stessa… esagerazione o realtà.

Ormai da tanti anni la giustizia viene utilizzata per modificare le vicende politiche del nostro Paese.

Non è una opinione, ma una semplice osservazione oggettiva.

Ed il fatto grave è proprio quello di pretendere il contrario per convenienza o per spirito di appartenenza.

La convenienza è di chi stranamente sembra sempre essere immune, ai piani alti, alle cure delle indagini permanenti.

Lo spirito di appartenenza è nel pretendere la propria verità, come fosse una verità rivelata, dimenticando che i dubbi crescono e nascono dai comportamenti non sempre limpidi, ed inoltre, dalla presunzione nel pretendere assolutamente illegittimi i medesimi dubbi.

Il Presidente della Repubblica ha espresso chiaramente, come sempre, come dovrebbero essere le cose: “La toga non è un abito di scena, non si tratta di un simbolo ridondante. Viene indossata per manifestare il significato di rivestire il magistrato che deve dismettere i propri panni personali ed esprimere, così appieno, la garanzia di imparzialità”.

Peccato che una affermazione tanto bella resti affermazione.

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La prescrizione in atto è quella dell’intelligenza.

Come facevano i vituperati politici di una volta, i nuovi del nulla attualmente al governo hanno fatto l’ennesimo vertice di maggioranza.

Una differenza c’è. Allora servivano per trovare una soluzione e decidere, adesso per perdere tempo e continuare nell’imbroglio.

Parliamo del vertice di maggioranza sulla questione giustizia e sulla prescrizione.

L’auto nominatosi avvocato del popolo che è il presidente del coniglio ha una certa confusione sulle norme giuridiche.

Non è solo perché persino l’associazione dei magistrati prontamente interviene.

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