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pensieri sull'attualità

Categoria: Politica (page 7 of 22)

Come può sopravvivere l’Italia?

di Eugenio Baresi

Il grafico sopra è l’emblema del dramma.

La Lombardia di residuo fiscale lascia allo Stato italiano 54 miliardi di euro.

Cioè lo Stato, detratte le spese che deve fare per i lombardi, ricava netti 54 miliardi di euro dalle tasse che i lombardi versano.

È evidente che senza quei soldi lo Stato italiano non esisterebbe.

Ma è possibile che non ci sia un politico, un parlamentare, un uomo di governo che agisca?

Se la Lombardia non riparte muore l’intero Paese.

Non è da irresponsabili voler ripartire, è da irresponsabili non mettere in campo tutte le risorse per poter ripartire responsabilmente.

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18 aprile… un bel giorno.

Questo giorno ci ha indubbiamente portato bene.

Grazie al voto che in maggioranza assoluta gli italiani assegnarono alla Democrazia Cristiana, il 18 aprile del 1948, abbiamo avuto anni di libertà, di progresso e di benessere.

Erano le prime elezioni per il Parlamento dopo la guerra ed il fascismo.

Erano anche elezioni nelle quali si confrontarono aspramente ideali ed uomini.

Ideali diversi, ma uomini tutti preparati, competenti e volonterosi.

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L’uovo di Colombo e il perenne vizio di imbrogliare.

Domenica avevamo parlato dell’uovo di Brunelleschi.

Pochi ne sanno, ma molti conoscono il detto: “l’uovo di Colombo”.

Quella di Colombo è la stessa narrazione dell’altra analoga “impresa” avvenuta però 70 anni prima della sua.

Curioso come sia rimasta e divenuta famosa quella di Colombo… che era una coppia….

Insomma il vizio italico di imbrogliare su quanto avvenuto e avviene è di lunga data.

Preoccupa.

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Gli Angeli sconosciuti.

Oggi è la giornata di tanti Angeli sconosciuti.

Nelle campagne, nei paesi, nelle città compiono il loro dovere che hanno scelto come missione.

Aiutano, perchè l’aiuto non risolve, ma sostiene; consolano, perchè una buona parola non è sufficiente, ma necessaria; pregano, perchè pregare non appare, ma infonde speranza.

Sono i tanti preti che non sono noti perchè non fanno le cose politicamente corrette per diventarlo, fanno i preti.

E sono quella parte più utile che rappresenta la Chiesa e che interpretano i tanti ignoti del mondo.

Sono la sostanza di una società che ha invece preferito l’apparenza.

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L’uovo di Brunelleschi.

L’abilità di mantenere ritto un uovo su un piano di marmo.

Da quell’uovo è scaturita una mirabile realizzazione.

Sarebbe bello anche per noi avere una occasione, così stupefacente, prospettata da una delle uova che oggi disveliamo.

Risulta però impervio immaginare che la possano far nascere personaggi che nemmeno la cronaca conoscono, nemmeno gli atti parlamentari, nemmeno le regole del buon governo democratico.

Non ci resta che raccontare la storia di quell’uovo auspicando che ci consenta di scacciare gli inutili figuranti.

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Avanti un’altra.

Una ennesima azienda italiana ha trasferito in questi giorni la sua sede legale in Olanda.

Ovviamente legittimo e consentito dalle leggi, ma è altrettanto legittimo e consentito chiedersi perché le leggi lo consentano.

Comodità nel controllo delle proprie partecipazioni grazie a leggi societarie più agilmente benevole verso le maggioranze relative non sono l’unico motivo.

Il motivo sono i risparmi nella tassazione sugli utili finanziari e la conseguente possibilità di distribuire dividendi maggiori.

Allora varrebbe la pena che ci sia una mossa della politica.

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I soldi non sono tutto.

Cura Italia speriamo non sia un elenco di norme a cui, ad ognuna, sia appiccicata una spesa senza che sia fortemente ed immediatamente connessa la sua produttiva azione.

Insomma, spendere non è utile in sé.

Ancor più quando i soldi non sono nel proprio conto, ma sul conto del futuro: insomma in debito.

Anche le migliori intenzioni possono portare comunque al disastro, figuriamoci con intenzioni non fortemente indirizzate a scopi certi.

Allora serve che il confronto sulle norme sia il più possibile attento, allargato alle proposte di tutti, destinato ad una gestione prossima all’utilizzatore… e soprattutto legato ai fatti e non alle stesse norme.

Indispensabile il ruolo della politica affinché non accada quello che abbiamo denunciato 15 giorni fa di una norma fissata ad un momento ma approvata quando la situazione era completamente diversa.

Una questione di metodo. Spieghiamoci.

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Due orsi e mille virologi.

L’altro giorno sono comparsi due orsi e, rispetto a quale fonte di informazione leggi, non si capisce dove abbiano combinato cosa.

Invece uno ha combinato di mangiare due pecore e l’altro un po’ di galline.

Uno in Val Camonica ed uno nel Trentino della Paganella.

Insomma distanti e cose diverse.

Su due orsi che combinano quello che normalmente fanno quando hanno fame versioni diverse.

Con tutti i virologi in circolazione, ed in gran spolvero, le versioni sono mille.

Il guaio è che i soliti politici si attaccano inutilmente e pericolosamente a quello che serve meglio la loro causa.

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Una casalinga per l’Europa.

Nelle famiglie di un tempo era spesso la mamma che teneva conto delle spese e che faceva di conto per reggere le sorti.

Ed era spesso il nucleo allargato della famiglia che poteva sostenere qualche figlio, fratello o sorella in difficoltà.

In questi giorni tanti economisti, tanti politici, tanti qualunque si destreggiano su quanto dovrebbe fare l’Europa.

Coronabond, banca centrale, banca degli investimenti… quant’altro.

Una casalinga di una volta potrebbe suggerire cose semplici.

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Il lavoro.

Quello che conta è il lavoro.

Il mondo è cresciuto, nel bene e nel male, perché l’uomo ha intrapreso, ha rischiato, ha costruito, ha lavorato.

Purtroppo non è facile nei tempi dell’oggi avere il lavoro e tanto spesso è anche difficile conservare il lavoro.

Entrambe le situazioni difficili da sopportare e da accettare.

Essere inutili non è una condizione di piacere.

Allora quello che si deve fare è attivare tutto il possibile perché il senso dell’inutilità non diventi disperazione.

Non è facile sia essere dalla parte di chi il lavoro non lo ha, sia essere dalla parte di chi deve realizzare le possibilità perché il lavoro ci sia.

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