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pensieri sull'attualità

Categoria: Politica (page 3 of 22)

Come può un’economia già debole sopportare falle all’infinito?

di Eugenio Baresi

Potremmo fare a meno di scrivere cosa sta succedendo all’Arcellor Mittal e lasciare i link di quanto avevamo qui già scritto dal novembe dello scorso anno.

Avevamo tutto previsto.

Per contro è certo paradossale la dichiarazione nel settembre 2018 dell’allora ministro dello sviluppo economico Di Maio: “In tre mesi abbiamo risolto la crisi dell’ILVA”.

Hanno risolto talmente bene che dopo qualche mese hanno fornito ai franco indiani l’occasione di togliersi dai piedi a scapito di tutti noi.

Ovvio nelle intemerate scelte del governo la magistratura non si è sottratta nel fare politica di parte… come sempre dannosa.

E così inizia il disastro.

Per non ammettere la stupidità delle azioni del suo governo il presidente del coniglio ha lanciato il proclama di una battaglia giudiziaria epocale.

Salvo, con una faccia di bronzo impareggiabile, evitare qualsiasi discussione e accucciarsi poco dopo.

Tanto chi paga sono i cittadini italiani, non certo i governanti così ben mantenuti e accomodati sui soffici velluti.

Infine oggi quella irresponsabilità ha consentito ai franco indiani di alzare ulteriormente il prezzo con la scusa della pandemia e grazie anche e appunto al fatto che erano stati sciaguratamente liberati dall’obbbligo di acquisto per le scellerate scelte prima ricordate.

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Ricordo di David Dorn.

di Eugenio Baresi

Nessuno ne parla, non ha la convenienza di essere utile.

E quindi non ha l’onore della memoria… purtroppo per l’onestà ormai sconosciuta.

David Dorn era un capitano di polizia in pensione di 77 anni, cinque figli e dieci nipoti.

Amava aiutare i giovani, indirizzarli sulla buona strada piuttosto che arrestarli, ci racconta la CNN.

La Ethical Society of Police ha aggiunto “che era il tipo di fratello che avrebbe dato la vita per salvarli”, riferendosi ai giovani che per strada ne combinano non proprio di positive.

Quelli per cui avrebbe dato la vita sono quelli che lo hanno ucciso.

Si, perché David Dorn è stato ucciso a St.Louis qualche giorno fa da alcuni che facevano finta di manifestare per protesta contro l’omicidio di George Floyd.

David Dorn era un poliziotto afroamericano, ma in questo caso essere afroamericano non è risultato importante.

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Fortuna abbiamo il personale sanitario eccelso e strutture ottime.

di Eugenio Baresi

Avere l’occasione di sentire un medico di quelli che hanno diretto il pronto soccorso dell’emergenza nei giorni tragici di marzo rende giustizia delle inutili polemiche di poveri politici o pseudo tali che continuano nell’immaginare sia utile aggredire l’avversario.

Una situazione inattesa, sconosciuta, dall’impatto di una valanga tremenda.

Allora sarebbe per prima cosa da chiedersi cosa aspettavano a fornire informazioni quelli che le informazioni dovevano averle.

Le organizzazioni sanitarie nazionali ed i governi.

Sarebbe facile, anzi facilissimo, riempire di improperi le autorità centrali che fino al precipitare della valanga non avevano e non hanno fornito alcun supporto, ne informativo e ne organizzativo.

Ma esse pure, titolari per logica e per legge di prevenire, agire e rispondere alle aggressioni sanitarie di carattere pandemico, non hanno avuto comprensione di quanto stava arrivando perché l’Organizzazione Mondiale della Sanità non ha informato di nulla… anzi delle sue ulteriori malefatte ne abbiamo già parlato.

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Una buona notizia: forse su Ustica sconfiggiamo gli imbrogli.

di Eugenio Baresi

Il Comitato parlamentare per i servizi segreti ha sollecitatoIl governo affinché vengano tolti i segreti di Stato ai documenti relativi al disastro di Ustica, alla strage di Bologna ed al sequestro Moro.

Si tratta soprattutto di documenti che riguardano la prima situazione e la riguardano in relazione alle notizie provenienti dal Medio Oriente.

È finalmente una buona notizia perché da anni ci dedichiamo a far emergere la verità sul disastro di Ustica.

Verità che non prevede alcuna battaglia aerea, e che non dovrebbe prevedere nessun furto ai cittadini italiani.

Ma la convenienza di una parte politica e la connivenza della magistratura civile hanno cambiato i fatti.

Finalmente se verranno diffusi i documenti segreti l’imbroglio terminerà.

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Ci manca la DC?

di Eugenio Baresi

Il nostro compito non è quello di pensare un futuro come ritorno, ma è quello di pensare al nostro ritorno al futuro. Questa è la provocazione che abbiamo davanti”.

Sono parole di Mino Martinazzoli che capita di risentire nella presentazione di un incontro con Marco Follini dal titolo evocativo sopra riportato.

La storia alla fine riporta al vero i fatti, ed il trascorrere del tempo ripresenta i conti.

Se poi, sempre in riferimento ai fatti, prendessimo a prestito la considerazione in base alla quale i fatti si tramutano nel vero, potremmo considerare con attenzione l’assunto del titolo.

Quello che serve oggi è la moderazione della concretezza, la competenza nelle realizzazioni, il rispetto per tutti i cittadini.

Potremmo partire da quest’ultimo punto.

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La libertà dell’economia e il dovere delle regole.

di Eugenio Baresi

Che la libertà dell’economia debba ritornare ad essere il primo scopo di ogni iniziativa dovrebbe apparire ovvia in una situazione nella quale senza di essa nulla sarebbe possibile.

Ma è altrettanto evidente che l’intervento della mano pubblica per indirizzare risorse, offrire possibilità e stabilire priorità non può accantonarsi.

Non serve essere economista e soprattutto non è utile rifarsi alle ricette economiche che abbiamo conosciuto per accapigliarsi fra diverse opinioni.

Questa crisi non è una crisi che nasce dalla negativa distruzione dei beni e quindi con la possibilità positiva di ricostruirli, nasce dalla immobilità della produzione e dalla sospensione dei consumi.

Insomma si tratta di recuperare il ciclo virtuoso che muove gli ingranaggi in un susseguirsi di produzione di beni, di creazione di risorse, di utilizzo dei prodotti.

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L’Europa c’è, ma non si faccia propaganda inutile e dannosa.

di Eugenio Baresi

I politici dell’oggi assomigliano molto al merlo in gabbia, capaci di fare propaganda tremenda piuttosto che di realizzare opere costruttive.

Almeno il merlo ammetteva il suo imbroglio… seppur per giustificarsi.

L’Europa, nei suoi vari organismi, ha messo in campo diverse opzioni per sostenere le economie distrutte dal virus.

Ma è opportuno dire come stanno nella realtà le cose.

E così attendiamo la concretezza della più corposa che è il Recovery Fund.

Speriamo che sia come per il momento viene raccontato, ma anche così fosse, bisogna tener conto che dei 187 miliardi ipotizzati per noi, ben 100 sono in prestito e degli altri 87 non tutti sono effettivamente “regalati”.

Infatti, quando sarà e se sarà deliberato, bisognerà tener conto di quanto risulterà praticamente una partita di giro che ci ritorna avendoli noi versati all’Europa e quanto l’Europa stabilirà su come recuperarli comunque dai diversi Stati.

Speriamo non ci sia una tassa europea…

Comunque tutto bene ed utile, nel dramma che si vive, ma senza programmi e progetti si rischia addirittura di suicidarsi.

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Buoni per tutto e capaci di tutto.

di Eugenio Baresi

A febbraio non si pensava e non si poteva immaginare quello che è uscito sulla gestione perversa della giustizia e sulla perversa funzione dei politici che avrebbero dovuto vigilare.

Non è che abbiamo motivi particolari contro un ex vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, ma abbiamo motivi seri per considerare insopportabile che pensi di prenderci ancora in giro.

Che da esponente di un partito, indicato per un ruolo di garanzia, si faccia promotore di iniziative contro un ministro avversario del proprio partito è insopportabile.

Ed ancor di più lo è che pretenda anche di giustificarsi affermando la legittimità di dover difendere il magistrato che voleva indagare il Ministro.
A questo mondo non sono tutti tanto faziosi da non vedere i fatti.

Vale ricordare che il vice presidente del CSM non ha il compito di organizzare comunicati stampa e azioni delle correnti della magistratura contro un ministro.

Ma per questi personaggi sempre “a galla” tutto si spiega con la loro presunzione faziosa per cui l’onestà è solo la loro, il conflitto di interessi è solo degli altri, la bieca spartizione dei posti di sottogoverno avviene solo con gli altri.

Comunque per capire perché le cose vanno tanto male un piccolo contributo è la lettura di quello che scrivevamo il 18 febbraio.

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Il perdurante uso politico di giustizia e informazione.

di Eugenio Baresi

Quello che dispiace, nell’avere conferma di quello di cui si era sempre stati convinti, è proprio il danno che è stato creato istigando le persone all’odio.

La rappresentanza politica del Paese non è vero che rappresenti le medesime qualità o negatività del Paese.

Oggi il Paese potrebbe essere molto meglio di quei governanti che ci sono.

E ci sono grazie al fatto che il perdurante uso politico di informazione e di giustizia ha consentito per anni di agire nell’imbroglio, di raccontare l’imbroglio, di sentenziare l’imbroglio… ma quello inesistente degli altri nascondendo le proprie porcherie.

E modificando i principi fondamentali di ogni democrazia.

Non può sopportarsi una connivenza nello stare zitti.

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Ustica. Vogliamo la verità.

La Presidente dell’Associazione Verità su Ustica, Giuliana Cavazza, che ha perso la mamma nel disastro aereo, ha scritto al Presidente del Consiglio, e per conoscenza al Presidente della Repubblica, perché finalmente renda note le informative che la nostra Ambasciata a Beirut inviò da novembre 1979 a giugno 1980.

Secondo le leggi devono essere rese note.

Ecco il testo.

Signor Presidente,
su richiesta della Presidenza della Commissione di Inchiesta sul sequestro e sulla morte di Aldo Moro, Parlamentari membri della Commissione poterono avere accesso il 30 marzo del 2015 presso la sede del DIS (Via Santa Susanna 15) a documenti, messi a disposizione dell’AISI, relativi agli anni 1979-1980.
Tali documenti, ai quali era stato tolto o era decaduto dopo trent’anni il Segreto di Stato ai sensi dell’ art. 39, co 7 ultimo periodo, della legge 124 del 2007, sono stati riclassificati Segretissimo, Segreto, Riservatissimo o Riservato in base all’art 42 della stessa legge che al comma 5° ultimo periodo fissa in un massimo di ulteriori dieci anni il divieto di divulgazione degli stessi.
I parlamentari hanno potuto in particolare prendere visione ed annotare i documenti relativi al carteggio tra l’Ambasciata Italiana a Beirut ed il nostro Governo dal 7 ottobre 1979, data del sequestro di missili terra aria ad Ortona ad un Gruppo di Autonomi e Palestinesi provenienti da Bologna, sino al mattino del 27 giugno 1980, lo stesso giorno della esplosione la sera del DC 9 Itavia sul cielo di Ustica. 
Di straordinario interesse sembrerebbero essere i documenti del 13, 14, 16, 20 e 21 novembre 1979, 18 dicembre 1979, 2 febbraio 1980, 10 marzo 1980, 14 aprile 1980, 12 e 21 maggio 1980, 27 giugno 1980.
Poiché sulla base della legge sopracitata per i documenti, gli atti, le attività- , le cose ed i luoghi sopracitati e’ ormai cessato ogni vincolo di classifica, la sottoscritta GIULIANA CAVAZZA, Presidente della Associazione per la verità’ su Ustica, chiede di aver accesso agli stessi con facoltà’ di divulgazione.
La sottoscritta dichiara di avere un interesse qualificato e specifico alla conoscenza di tali documenti, atti, attività’, cose e luoghi, anche per motivi di giustizia, non soltanto in quanto Presidente della Associazione ma anche avendo perso la madre nel disastro aereo del 27 giugno 1980.

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