Fatti e Commenti

pensieri sull'attualità

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Senza parole… ma molti senza dignità.

di Eugenio Baresi

Dieci anni fa dei prodi magistrati scatenarono una caccia all’uomo e alle donne purché fossero Amministratori del Comune di Parma.

Non c’era Berlusconi fra loro, ma pare persino superfluo sottolineare che Parma, unica città capoluogo guidata dal centro destra dell’Emilia Romagna, aveva Sindaco il forzista Piero Vignali

Oggi con due paginette i magistrati dicono che era tutto regolare il comportamento di quegli Amministratori e che invece sono gli investigatori che si sono sbagliati.

Ovviamente, allora, la Giunta si dovette dimettere sotto la pressione dei magistrati, degli avversari politici e dell’informazione.

Certo che l’informazione ama sempre distinguersi.

Sul Corriere della Sera, tal Aldo Cazzullo scrisse nell’immediatezza e con saccente certezza: “Parma la città sotto inchiesta dove tutti rubavano tutto”.

Se si avesse il vezzo di Cossiga nell’impreziosire i nomi con i loro atti altro che “tonno” ci ispirerebbe cotanto giornalista.

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Europeisti o no… poi degli italiani non importa troppo.

di Eugenio Baresi

Viviamo in una realtà virtuale.

È tutto surreale quello che il governo ed i politici ci raccontano.

L’Italia ha un deficit di bilancio bestiale, sta spendendo soldi che non ha, regalando nella sostanza oggi per lasciare a quelli di domani un colossale peso nello zaino che dovranno trasportare per dare futura vita al Paese.

In Europa non abbiamo amici o nemici, abbiamo governanti attenti alle loro esigenze, abbiamo chi fa gli interessi dei propri Paesi.

Noi non abbiamo quelli che fanno i nostri interessi, noi abbiamo quelli che qui governano perché quelli degli altri Paesi fanno di tutto perché loro ci siano ed ancora abbiamo quelli che litigano comunque con l’Europa e sbattono la testa invece di cambiare strategia ottenendo che gli altri facciano di tutto per tenerli lontano dal governo.

Ovviamente quelli degli altri paesi lo fanno per l’interesse del loro paese.

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Un Paese istigato all’odio e ostaggio della menzogna.

di Eugenio Baresi

L’anniversario di un tragico evento è l’occasione per smascherare non solo quel dramma, ma il dramma di un Paese, l’Italia, avviluppato dall’odio che la menzogna ha costruito.

Un Presidente della Camera che afferma esistano pezzi dello Stato che non fanno il proprio dovere è l’emblema del degrado.

L’incontro del peggio fra informazione, giustizia e politica ha portato i cittadini a non comprendere, li ha portati semplicemente ad odiare convinti di una realtà inesistente.

Ma odiare solo quello che vedono altro da sé e dalle loro convinzioni che non confrontano, ma esigono come verità.

Nel settecento, quando il rispetto per la dignità era “meno” riconosciuto, fecero un esperimento su di un bambino istruendolo ad adorare solo ed esclusivamente il sole.

Ovviamente quel bambino si disperava quando vi erano le nuvole che odiava considerandole sue nemiche.

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L’insopportabile presunzione dei presunti intellettuali.

di Eugenio Baresi

Due noti “giornalisti” se la prendono con i parlamentari grillini che passano alla Lega.

E fin qui niente di male perché il cambio di partito, che da qualche legislatura avviene tanto spesso, è un comportamento davvero irrispettoso.

Soprattutto perché questi signori non essendo stati votati, ma eletti perché scelti dai capi, dovrebbero avere maggiore dignità.

Quello che però è insopportabile dei due giornalisti sono le spocchiose affermazioni che motivano le loro condanne.

Secondo loro i parlamentari grillini sono ignoranti e incompetenti e vanno per analoga ignoranza e incompetenza con la Lega, non sopportando la superiorità intellettiva dei PD.

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Giorno nero della informazione

Non sparate all’orso.

di Eugenio Baresi

Tante volte immaginarsi sceriffi fa proprio male.

Anche perché, non si capisce come sia possibile, ma gli amanti del genere preferiscono gli sceriffi sbagliati.

Due cacciatori, così ci dicono, si sono trovati davanti ad un orso e sono rimasti feriti.

Curiosamente proprio qualche settimana fa un bambino si è trovato davanti ad un orso e non è successo nulla… si è semplicemente comportato come deve comportarsi un umano quando incontra nel suo territorio un animale.

Lo sceriffo sbagliato, meglio il presidente della provincia di Trento, ha decretato che bisogna abbattere l’orso.

Ma quale orso?

Se avesse un po’ di sale in zucca si renderebbe conto dell’assurdità di una simile ordinanza visto che l’orso non ha ne nome ne targa di identificazione.

Ma il sale lui e i suoi compari pensiamo lo usino per altri fini.

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I soldi dell’Europa.

di Eugenio Baresi

Quelli indicati dalle parole sono indubbiamente tanti.

Come sempre il problema sta nel vederli non tanto descritti, ma nel vederli contati… uno sull’altro.

Invece sembra di essere in un vecchio gioco ormai in disuso: il Monopoli.

Cartamoneta disponibile per ville, aziende, alberghi e persino treni ed aerei, ma solo disponibile nella finzione della lavagnetta quadrata di cartone lucido e colorato.

L’Europa sul MES ha stanziato soldi da dare in prestito, sul Recovery fund non si conosce nulla e la prospettiva, pure modesta, è addirittura per il prossimo anno.

Intanto cosa fare?

Intanto il Ministro dell’economia silenziosamente opera.

Almeno uno buono.

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Essere o non essere l’IVA?

di Eugenio Baresi

Sono finiti da quattro giorni gli stati generali voluti dal presidente del coniglio.

Uno, non noi che l’avevamo ampiamente previsto, si sarebbe aspettato una conclusione con un preciso elenco di cose da fare.

Ma quando mai!

Si analizzerà per vedere cosa dovrà farsi al meglio per il Paese.

Il verbo è il solito declinato al futuro in fatto di programmi ed il Paese sono i cittadini che del meglio così descritto farebbero volentieri a meno.

Per coprire il vuoto però una cosa il presidente dal cilindro ha tolto, non un coniglio, ma il taglio delle aliquote IVA.

Peccato che nel suo governo, a parte il suo cilindro, nessuno abbia valutato bene una simile conigliata.

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“giubba di ferro”.

di Eugenio Baresi

Tanti anni fa a presidiare un paesotto della bassa bresciana c’era un maresciallo maggiore dei Carabinieri, c’erano un paio di Carabinieri e soprattutto c’era un appuntato dei Carabinieri, magro, ma magro, anzi magrissimo.

L’appuntato che faticosamente si intravvedeva nella sua uniforme comunque larga era affettuosamente chiamato “giubba di ferro”.

Anche allora c’erano i delinquenti, c’erano i manigoldi e c’erano i discoli… e c’erano le persone che non facevano danni.

Era rispettato da tutti e, nonostante la sua dimensione fisica tanto minuta, incuteva rispetto.

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Pierino e il lupo.

di Eugenio Baresi

Leggendo qua e là capita di trovare una intervista sulla pandemia che serve per pubblicizzare un nuovo libro in uscita.

Si sa che anche quelli famosi senza che la gente sappia che hanno scritto non venderebbero alcun libro… ed a loro un aiuto non lo negano e non se lo negano.

Altettanto evidente che per i giornalisti militanti tracciare il solco sia una convinzione del loro buon agire.

Ecco che così messe insieme le due occasioni si può essere informati che:

Il peggio è passato, non solo dal punto di vista sanitario: “Se al governo ci fosse stato Matteo Salvini, durante la pandemia, il rischio che l’Italia finisse come l’Ungheria sarebbe stato molto concreto. L’invocazione dei ‘pieni poteri’ il Paese l’ha vissuta in tempi normali. Ma cosa sarebbe successo nel momento dell’emergenza? Il pericolo che lo stato d’eccezione fosse interpretato in maniera illiberale, come nei paesi di Visegrad, a quel punto sarebbe diventato una possibilità”.

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