di Eugenio Baresi
A febbraio non si pensava e non si poteva immaginare quello che è uscito sulla gestione perversa della giustizia e sulla perversa funzione dei politici che avrebbero dovuto vigilare.
Non è che abbiamo motivi particolari contro un ex vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, ma abbiamo motivi seri per considerare insopportabile che pensi di prenderci ancora in giro.
Che da esponente di un partito, indicato per un ruolo di garanzia, si faccia promotore di iniziative contro un ministro avversario del proprio partito è insopportabile.
Ed ancor di più lo è che pretenda
anche di giustificarsi affermando la legittimità di dover difendere
il magistrato che voleva indagare il Ministro.
A questo mondo non
sono tutti tanto faziosi da non vedere i fatti.
Vale ricordare che il vice presidente del CSM non ha il compito di organizzare comunicati stampa e azioni delle correnti della magistratura contro un ministro.
Ma per questi personaggi sempre “a galla” tutto si spiega con la loro presunzione faziosa per cui l’onestà è solo la loro, il conflitto di interessi è solo degli altri, la bieca spartizione dei posti di sottogoverno avviene solo con gli altri.
Comunque per capire perché le cose vanno tanto male un piccolo contributo è la lettura di quello che scrivevamo il 18 febbraio.
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